From zeppe a clarence.com Sat Oct 2 15:51:12 2004 From: zeppe a clarence.com (Zeppe) Date: Sat Oct 2 15:51:23 2004 Subject: [Newsletter ReteUniversitaria] messaggio di prova (chiedo scusa) Message-ID: <20041002135112.2297.qmail@mail.supereva.it> prova per verificare il funzionamento della lista scusate il disturbo, potrebbero seguirne altri From zeppe a posta.indivia.net Wed Oct 6 15:18:30 2004 From: zeppe a posta.indivia.net (Zeppe) Date: Wed Oct 6 15:22:04 2004 Subject: [Newsletter ReteUniversitaria] (senza oggetto) Message-ID: <20041006131831.11F41EC7BB@indivia.net> Da articoli sui giornali e da servizi al Tg abbiamo appreso che Comitato Piazza Verdi, Quartiere San Vitale e Comune di Bologna stanno impostando un percorso di riqualificazione della Zona Universitaria. Dispiace che nessuno abbia ancora pensato di coinvelgere in tale percorso noi studenti, che nella Zona Universitaria passiamo gran parte delle nostre giornate e che tante iniziative abbiamo messo in campo in Piazza Verdi negli ultimi anni. Due punti tra quelli trattati nei vari articoli ci sembrano comunque particolarmente interessanti: la pedonalizzazione e l'organizzazione di attività culturali. La chiusura al traffico di Via Zamboni, nell'ottica di una progressiva pedonalizzazione dell'intero centro storico, dovrebbe essere un punto centrale nella gestione urbanistica complessiva della città e crediamo sia giunta l'ora dimetterla in pratica senza perdere ulteriore tempo. Per quanto riguarda le attività culturali di ogni genere, le riteniamo un elemento imprescindibile per la riqualificazione della zona, purchè si rispetti il principio della gratuità e dell'accessibilità per tutti, evitando ad esempio che si ripetano situazioni come le serate alle Scuderie in cui a molti studenti veniva negato lì'ingresso sulla base dei loro vestiti. Molte altre ci sembrano le questioni fondamentali legate alla vivibilità di Piazza Verdi e della Zona universitaria in generale. Innznzitutto la componente architettonica riveste un ruolo determinante per lo stato di abbandono in cui si trova la piazza: inserire delle panchine, una fontata, aumentare il numero dei cassonetti (adatti a ogni tipo di raccolta differenziata) sarebbero già piccoli passi nella direzione giusta. Ma vi è un'altro tema per noi assolutamente centrale su cui le posizioni del sindaco ci sembrano vaghe e fumose: quello legato alle politiche di controllo sociale esercitate sugli studenti e di militarizzazione di Piazza Verdi, che peraltro in questi anni si sono mostrate assolutamente inutili per contrastare la microcriminalità o lo spaccio di droghe pesanti. Parlare di "compiti di prevenzione e non di repressione" riferiti al nucleo di vigili di Piazza Verdi e in generale alle forze dell'ordine, ad esempio, ci sembra una solo una bella frase che non denota di per sé una visione realmente diversa da quella precedente amministrazione. Chiedere continuamente i documenti ai passanti o impedire che gruppi di studenti "bivacchino" in piazza, sono azioni che possono anche essere catalogate come "prevenzione" ma che a noi sembrano meccannismi di controllo e initmidazione che non siamo disposti a tollerare oltre. Ci sembra molto grave, inoltre, che altre telecamere siano state montate recentemente in Zona Universitaria, ad appesantire ulteriormente quell'impressione da Grande Fratello che accompagna chi cammina per Via Zamboni e dintorni. Anche dando per scontato che si tratti di un progetto della giunta precedente, non ci sembra troppo chiedere alla nuova amministrazione un chiaro segnale di discontuità che si tramuti nella rimozione delle telecamere in questione. Per concludere, invitiamo il Comitato Piazza Verdi e le nuove amministrazioni di Quartiere e Comune a un confronto su questi temi, anche sulla base di un documento di proposte per la Zona Universitaria che presenteremo pubblicamente tra breve. Vogliamo però dire molto chiaramente che nel frattempo continueremo a riappropriarci di Piazza Verdi, a pedonalizzarla noi dal basso, a farla vivere come luogo di aggregazione e di socialità gratuita. Il tutto con o senza permessi, perchè non ci sembra accettabile che per restituire agli studenti la piazza centrale della zona universitaria si debbano chiedere autorizzazioni e intavolare trattative. Rete Universitaria 320 6914118 reteuniversitari.bo@inventati.org assemblea ogni lunedì sera alle 21 al nuovo Vag di Via Paolo Fabbri 110 From zeppe a posta.indivia.net Wed Oct 6 17:36:01 2004 From: zeppe a posta.indivia.net (Zeppe) Date: Wed Oct 6 17:39:35 2004 Subject: [Newsletter ReteUniversitaria] ricominciato l'aggiornamento di unibo.ma.cx Message-ID: <20041006153602.1CF0FEC7BB@indivia.net> Ciao a tutti unibo.ma.cx, il CONTROPORTALE UNIVERSITARIO DI MOVIMENTO, inizia oggi il suo terzo anno accademico di attività e aggiornamento nella sua nuova veste grafica (ancora non definitiva) Per essere informati sulle iniziative di collettivi e gruppi antagonisti attivi nell'Università di Bologna e/o nelle lotte contro caro-vita, caro-affitti, repressione e sorveglianza, visita il controporale agli indirizzi www.unibo.ma.cx oppure uniboom.gnumerica.org (powered by circolab.net - Brescia) From le13409 a iperbole.bologna.it Thu Oct 7 03:05:53 2004 From: le13409 a iperbole.bologna.it (Alvin&Tiziana) Date: Thu Oct 7 02:58:16 2004 Subject: [Newsletter ReteUniversitaria] APRE IL NUOVO VAG! References: Message-ID: <003301c4ac0a$0330d980$67c7d1d5@q0b2y6> Ciao a tutti Scrivo per annunciarvi l'apertura del nuovo Vag di Via Paolo Fabbri 110 (traversa di Via San Donato subito fuori porta), cioè il posto che siamo riusciti ad ottenere dopo l'occupazione di Via Azzo Gardino 61 dell'autunno scorso e il successivo sgombero. Il nuovo spazio avrà come funzione principale quella di media-center, cioè di luogo di comunicazione indipendente, di produzione sociale di informazione, di megafono per quelle situazioni, quei soggetti e quelle lotte che non trovano spazio sui media ufficiali. Ma sarà anche il luogo dove entraranno in contatto esperienze diverse, anche ma non solo legate al mondo della comunicazione: da Radio Città Fujiko al giornale Zero in Condotta, dalla Rete Universitaria alla Rete degli Studenti delle superiori, passando per il centro di documentazione sui movimenti giovanili intitolato a Francesco Lorusso e Carlo Giuliani. Noi come Rete Universitaria stiamo organizzando dentro il nuovo Vag una sala studio autogestita che vada a coprire quegli orari in cui le sale studio universitarie sono chiuse, una biblioteca sociale con testi universitari e non, alcuni sportelli sui temi della casa, della precarietà, della burocrazia universitaria e tanto altro. Di seguito il programma dell'inaugurazione del nuovo spazio (diffondetelo il più possibile e ovviamente partecipate!): VENERDI' 8 OTTOBRE Le stagioni del cambiamento/dal '77 a Genova Ore 18: Inaugurazione del centro di documentazione dei movimenti "Francesco Lorusso - Carlo Giuliani" Con Agostino Lorusso e Haidi Giuliani Ore 19: Presentazione del libro "Settantasette" edito da DeriveApprodi Con l'autore Sergio Bianchi Mostra sul movimento del '77 Ore 22: DJ MINGO SABATO 9 OTTOBRE L'orrore come pane quotidiano/la guerra dei media Ore 18: Presentazione del libro "Linguaggi della guerra" Con l'autore Federico Montanari, Piero Giansanti collaboratore di Ballarò Carlo Gubitosa di Peacelink Proiezione di video da paesi in guerra Ore 22: MONGARDINO POSSE IN CONCERTO VAG Via Paolo Fabbri 110 - www.vag61.info From zeppe a posta.indivia.net Mon Oct 11 15:37:15 2004 From: zeppe a posta.indivia.net (Zeppe) Date: Mon Oct 11 15:37:39 2004 Subject: [Newsletter ReteUniversitaria] Fbi sequestra Indymedia! Message-ID: <20041011133715.49920EC7D3@indivia.net> Ciao (da italy.indymedia.org) Giovedi' 7 Ottobre 2004, alle 18 circa, l'FBI si e' presentata presso la sede inglese di Rackspace, l'azienda presso la quale risiedono i server che ospitano molti siti locali di indymedia, fra cui italy.indymedia.org. Gli agenti hanno richiesto il sequestro delle due macchine ed hanno preteso la consegna dei dischi, portandoseli quindi via. Attualmente non abbiamo informazioni ulteriori, nemmeno sui motivi che hanno portato a questa operazione. Siamo tornati online con una macchina di riserva, ma non abbiamo ancora ripristinato tutte le funzionalita' (da REKOMBINANT.org - 9.10.2004) Con un’operazione senza precedenti, il 7 ottobre il Dipartimento di giustizia americano ha disposto il sequestro a Londra (e negli Usa) degli hard disk del network di media indipendenti noto come Indymedia. Il risultato è stato quello di oscurare ventuno nodi locali del network – fra cui quelli di Italia, Inghilterra, Brasile, Germania, Portogallo - e di bloccare web radio e diversi altri progetti di informazione indipendente. [..] L’operazione, coordinata dal Fbi americano, ha sollevato forti dubbi sulla liceità dell’azione, soprattutto perché effettuata ai danni di un’azienda operante in Europa, anche se basata in Texas, la Rackspace Inc. [...] L’Fbi, tramite il portavoce Joe Parris, ha spiegato che l’intervento per bloccare i server del sito Indymedia sarebbe avvenuto su richiesta dell’Italia e della Svizzera, e non degli Usa, chiarendo che l’azione del Ministero della giustizia americana è il risultato degli “obblighi legali contenuti nei nostri trattati di assistenza reciproca”. A far luce su questo aspetto è stata proprio l’azienda coinvolta, che ha pubblicato una dichiarazione secondo cui avrebbe acconsentito all’ingiunzione, da “buon cittadino” (una ‘’incorporated’’ come spiega bene il film-denuncia “The Corporation”, è legalmente assimilata ad una persona fisica), in ossequio agli accordi di Mutua Assistenza Legale (Mutual Legal Assistance Treaty, MLAT) cui aderiscono tutti i paesi coinvolti nella vicenda, Italia compresa. Tali accordi stabiliscono specifiche procedure per i paesi sottoscrittori e prevedono che essi collaborino attivamente in indagini che riguardano il terrorismo internazionale, i rapimenti e il lavaggio di denaro sporco. Reati difficilmente ascrivibili alle attività di Indymedia. Alla Rackspace sarebbe stata applicata anche la ‘’clausola di discrezione’’ che impedisce agli indagati di commentare le indagini in corso. Altri dettagli dell’operazione di polizia non sono ancora noti.[...] Oltre ad essere decisamente schierata contro la guerra all'Iraq, e per questi motivi già oggetto dell’attenzione dei servizi segreti Usa, Indymedia aveva denunciato a più riprese la scarsa affidabilità del sistema di voto elettronico impiegato nelle consultazioni presidenziali individuando anche possibili conflitti d’interesse fra l’azienda produttrice ed alcuni elementi dell’amministrazione Bush. E quest’ultimo potrebbe essere uno dei motivi del sequestro. Almeno così afferma l'Ifj, la Federazione internazionale dei giornalisti, per cui il sequestro dei siti sarebbe legato ad un caso di pubblicazione di documenti su presunte ''magagne'' nella progettazione del voto elettronico per le prossime elezioni Usa. [...] Altri pensano invece che l’Fbi stia raccogliendo prove per verificare la veridicità delle denunce comparse su Indymedia altri ancora per mettere offline informazioni riguardanti operazioni di polizia che includono documenti fotografici di agenti in borghese scattate durante manifestazione di protesta.Ma per ottenere soltanto delle prove - l’ha capito anche la Polizia Postale in Italia dopo i pronunciamenti dei magistrati - sarebbe bastato copiare i dischi e portarli via, invece, con la consegna dei dischi originali si è voluto impedire ad Indymedia di continuare a stare in rete e di proseguire la sua normale attività informativa che è però parzialmente ripresa grazie all’impegno dei molti sostenitori. Arturo Di Corinto - Rekombinant.org (CC) Creative Commons - Some Rights Reserved http://creativecommons.org/licenses/by-nc/1.0/ (ANSA - 9.10.2004 22.26) [...] Il portavoce del partito di Fini, Mario Landolfi, canta vittoria [...]. ''Aver oscurato il sito di Indymedia - osserva - e' stata una cosa buona e giusta: non si trattava di controinformazione, ma di un sito che sputava fango e veleno, pieno di oscenita''' . [...]Mario Landolfi (An), esulta anche perche' fu lui, pochi giorni dopo l'eccidio di Nassiriya nel novembre 2003, a chiedere per primo al governo di chiudere questo sito, in segno di protesta per i commenti pubblicati da Indymedia in quei giorni sui militari italiani. Allora fu il sottosegretario alla Giustizia, Giuseppe Valentino a riferire che la Procura di Bologna aveva gia' avviato un procedimento penale a carico d'ignoti accusati di diversi reati tra cui quello di vilipendio alla Repubblica, delle istituzioni costituzionali e delle Forze Armate. E sempre Valentino disse che, essendo molti server all'estero, il governo avrebbe ''valutato l'ipotesi di attivare la procedura di rogatoria internazionale al fine di acquisire elementi di prova''. Procedura che molto probabilmente ha portato all'azione dell'Fbi. From zeppe a posta.indivia.net Wed Oct 13 15:48:50 2004 From: zeppe a posta.indivia.net (Zeppe) Date: Wed Oct 13 15:49:20 2004 Subject: [Newsletter ReteUniversitaria] Piazza Verdi: Idee e Proposte Message-ID: <20041013134850.7DF40EC7D3@indivia.net> PIAZZA VERDI: IDEE E PROPOSTE PREMESSA Questo documento vuole rappresentare un punto di vista studentesco sulla gestione della zona universitaria e in particolare di PiazzaVerdi, che di tale zona è centro simbolico oltre che fisico. Si tratta di un’elaborazione che prende vita da un lato da un’analisi critica sulla situazione attuale di Piazza Verdi e su come la zona universitaria è stata gestita in questi anni, dall’altro dalle esperienze concrete di riappropriazione e rivitalizzazione di Piazza Verdi sperimentate negli ultimi due anni. Il presupposto da cui partiamo è che le politiche repressive, di militarizzazione e di controllo sociale hanno fallito. Nella migliore delle ipotesi militarizzando si ottiene solo il risultato di spostare il “degrado” di poche decine o centinaia di metri. Con l’ordinanza anti-bivacco approvata dalla giunta comunale la scorsa primavera si è raggiunto il limite: diventava vietato (e punibile con multe salate) il solo fatto di bere una birra fuori da un locale oltre le 19. Noi crediamo che Piazza Verdi (come il resto della zona universitaria e come le altre piazze della città) debba essere innanzitutto un luogo realmente pubblico, di socialità gratuita e non mercificata, attraversato e vissuto tanto dagli studenti quanto dagli abitanti della zona. Il problema del “degrado” (termine vago e discutibile con cui si usano sintetizzare i problemi legati alla presenza di spaccio, micro-delinquenza, senza tetto e “punkabbestia”) è complesso da analizzare e ancor più complesso da risolvere, ma l’unica via percorribile ci sembra consista nello sperimentare percorsi di inclusione e di integrazione sociale da un lato e di riqualificazione e rivitalizzazione della zona universitaria dall’altro. I quest’ottica vanno intese le proposte che seguono, frammentarie e senza dubbio insufficienti se considerate singolarmente, ma che nell’insieme iniziano a delineare un altro modo di pensare, progettare e vivere Piazza Verdi e la zona universitaria. LIVELLO URBANISTICO-ARCHITETTONICO Ci sembra scontato affermare che il grado di vivibilità, attrattività, familiarità di una qualunque strada o piazza dipende anche dalla sua strutturazione architettonica. Per questo crediamo che una delle molteplici cause dello stato di abbandono o, se vogliamo utilizzare questo termine di qui si abusa spesso, di “degrado” in cui versa Piazza Verdi sia anche il suo aspetto spoglio e l’assenza di una serie di servizi e strutture utili. Innanzitutto non si capisce perché in Piazza Verdi non debbano esservi delle panchine, come in gran parte delle piazze di Bologna. La presenza di panchine sarebbe un indubbio elemento di socialità e di aggregazione e renderebbe la piazza vivibile anche nei mesi invernali in cui la temperatura non consente di sedersi per terra, ponendo anche fine alla dinamica perversa e ipocrita secondo cui si vieta di sedersi a terra (il famoso “bivacco”) ma non si predispongono altre strutture su cui sedersi. Altri servizi pubblici di cui si sente la necessità sono • una fontana con acqua potabile • bagni pubblici gratuiti e accessibili a tutti in un qualunque edificio circostante (ad oggi quelli delle facoltà universitarie sono riservati agli studenti della facoltà stessa, quelli delle Scuderie e del Teatro Comunale ai rispettivi clienti) • più cestini e cassonetti della spazzatura, logicamente di tutti le diverse categorie interessate alla raccolta differenziata Infine crediamo che la piazza manchi di verde, e che l’inserimento di una o più piccole aiuole in cui piantare alberi renderebbe la piazza più accogliente e vivibile, fornendo anche quelle zone di ombra di cui nei mesi estivi si sente davvero il bisogno. Infine riteniamo imprescindibile che si torni a parlare di chiusura al traffico automobilistico di vaste aree del centro storico e di messa a punto di nuove aree pedonali e piste ciclabili. Nello specifico il primo passaggio deve essere la chiusura immediata al traffico di Via Zamboni nel tratto compreso tra Piazza Ravegnana e Piazza Puntoni, che migliorerebbe la vivibilità della zona senza conseguenze negative per il traffico automobilistico, che peraltro su Via Zamboni è da sempre lento e caotico. MILITARIZZAZIONE E CONTROLLO SOCIALE Alla base di ogni riflessione e di ogni proposta su Piazza Verdi e sulla zona universitaria deve esservi un bilancio critico e onesto dei risultati ottenuti con le politiche repressive degli ultimi anni. Crediamo sia evidente che né la presenza massiccia di forze dell’ordine né tantomeno le ordinanze “anti-bivacco” (divieto di consumare alcolici al di fuori dei locali oltre le 19 e divieto di stare seduti, bere e mangiare in Piazza Verdi) o “anti-pakistani” (chiusura anticipata dei negozi di Via Petroni e di altre strade vicine) hanno contribuito a combattere realmente fenomeni come lo spaccio di droghe pesanti o il continuo riciclaggio di biciclette rubate. Tra l’altro la storia di questa città insegna che intensificare i controlli e aumentare la presenza di forze dell’ordine in un quartiere o in una zona serve nella migliore delle ipotesi a spostare lo spaccio di qualche isolato, risultato che non ci sembra realmente utile se si guardano i problemi in un’ottica globale. Fatte queste premesse, va detto che il comportamento delle forze dell’ordine in Piazza Verdi e dintorni assume caratteri di pura repressione della vita sociale degli studenti. Quante volte è capitato di vedere studenti fermati senza motivo, multe di 100 euro per studenti che avevano la sola colpa di bere una birra, addirittura forze dell’ordine mobilitate per tentare di impedire aperitivi popolari in Piazza Verdi, mentre a pochi metri di distanza lo spaccio di eroina proseguiva indisturbato? La verità è che la presenza di poliziotti, vigili e carabinieri in Piazza Verdi non preoccupa minimamente gli spacciatori, ma controlla e intimidisce gli studenti, impedendo di fatto che Piazza Verdi torni ad essere luogo di aggregazione e punto di riferimento per gli universitari di Bologna. Per questo noi chiediamo che venga rimosso il presidio costante di forze dell’ordine in Piazza Verdi e ridotto il numero degli agenti che passano nelle strade della zona universitaria, che l’ordinanza “anti-bivacco” non torni in vigore, che non si ripetano gli episodi di multe immotivate agli studenti, che vengano tollerate attività aggregative spontanee degli studenti stessi. Riteniamo infine intollerabile che la zona universitaria sia piena di telecamere. Per le telecamere vale un discorso analogo a quello svolto per le forze dell’ordine: non si sono mai dimostrate utili per combattere spaccio e micro-criminalità, mentre sono un funzionale strumento di controllo sociale, atto a controllare ogni movimento di chi attraversa determinate vie. Non crediamo che studenti necessitino di qualcuno che controlli i loro movimenti e i loro spostamenti, e chiediamo quindi anche la rimozione delle telecamere da Via Zamboni e dalle altre vie della zona universitaria. GESTIONE DEI LOCALI DELLA ZONA Gestione pubblica della piazza e della zona universitaria vuol dire anche possibilità per gli studenti con meno disponibilità economica non solo di soddisfare i bisogni primari (i pasti) ma anche di avere accesso ai vari locali della zona e poter passare una serata piacevole senza dissanguarsi. A Bologna invece gli studenti vengono visti solo come un’immensa fonte di reddito per la città, da cui spremere soldi ad ogni occasione. L’esempio più eclatante è quello della mensa universitaria, i cui prezzi sono più alti di qualunque altra mensa universitaria italiana, a fronte peraltro di una qualità non certo eccezionale. La nostra prima rivendicazione è quindi una o più mense gratuite o perlomeno a prezzi realmente popolari. Inoltre crediamo andrebbe eliminata la presenza massiccia di buttafuori, a cui tra l’altro oggi viene anche ordinato di impedire fisicamente la distribuzione di volantini o altro materiale all’interno della mensa stessa. Le Scuderie, locale gestito dall’Arstud (Azienda Regionale per il Diritto allo Studio), sono un altro chiaro esempio di gestione degli spazi più attenta alle logiche del profitto che alle necessità degli studenti. Si tratta di un locale con prezzi molto alti e un rigido sistema di selezione del proprio pubblico: basti pensare che è vietato studiare all’interno del locale o che in alcune serate è vietato l’ingresso a chi non indossa vestiti “consoni”. Aggiungiamo tra l’altro che si tratta di uno spazio fisico immenso (con sotterranei vastissimi) che in questo momento è utilizzato solo in minima parte. Anche per questo riteniamo fondamentale la restituzione di questo agli studenti. Ma il nostro discorso riguarda anche gli altri locali della zona: riteniamo indispensabile fissare un tetto massimo di prezzi per i pub della zona universitaria e attivare sistemi di riduzione dei prezzi per studenti e fasce sociali più deboli. ATTIVITA’ CULTURALI Un discorso analogo a quello già svolto per pub, locali e mensa può essere applicato alle attività culturali e ai soggetti erogatori di tali attività. Il Teatro Comunale di Piazza Verdi potrebbe essere un’opportunità importante nel processo di riqualificazione della zona, dato che potrebbe mettere a contatto una pluralità di persone di generazioni e provenienze culturali anche molto diverse tra loro. Tutto ciò, però, a patto che gli spettacoli siano accessibili a tutti, perché in caso contrario si crea un evidente meccanismo di selezione e gli studenti non possono che vedere con sospetto, invidia, rabbia o scherno i cittadini che hanno il privilegio di poter frequentare il teatro. Recentemente sono state inserite alcune riduzioni, ma crediamo si possa e si debba fare molto di più, impegnandosi per una riduzione generalizzata dei prezzi degli spettacoli e per un sistema di prezzi convenzionati per gli studenti. Le altre attività culturali che Piazza Verdi potrebbe ospitare sono ovviamente molteplici: pensiamo a mostre, cinema all'aperto, assemblee o seminari, concerti, spettacoli di artisti di strada, mercatino… In quest’ottica l’iniziativa spontanea di studenti e cittadini deve essere incentivata e non, come troppo spesso accade, osteggiata o vietata. Crediamo però che le attività di Piazza Verdi non debbano essere tendenzialmente a fini di lucro (fatta eccezione per le iniziative di semplice autofinanziamento) né tantomeno che la piazza debba diventare un luogo in cui grandi marche espongono i loro loghi e si fanno pubblicità, come troppo spesso è accaduto in passato. Piazza Verdi deve restare in ogni occasione un luogo pubblico, da vivere gratuitamente, e in cui ogni iniziativa contribuisca a riempire la piazza e non a selezionare la partecipazione. RUOLO DELL’UNIVERSITÀ Molto importante è ovviamente anche il ruolo dell’università. Crediamo infatti che il cosiddetto “degrado”, o meglio lo stato di abbandono in cui versa la zona universitaria si combatta anche e soprattutto permettendo agli studenti di usufruire delle strutture dell’università anche nelle ore serali. Chiediamo pertanto facoltà aperte di sera, con sale studio e postazioni internet a disposizione degli studenti di ogni facoltà, ma anche spazi per iniziative come dibattiti e assemblee pubbliche, videoproiezioni, mostre… chiediamo cioè di invertire quella tendenza in base alla quale spazi per simili iniziative vengono negati anche durante il giorno. L’apertura serale potrebbe anzi essere una soluzione al problema degli spazi disponibili per gli studenti in quei dipartimenti dove le aule durante il giorno sono davvero tutte occupate dalle lezioni e quindi non disponibili. I dipartimenti interessati a queste proposte dovrebbero essere quantomeno Lettere (Via Zamboni 38), la Biblioteca di Discipline Umanistiche (Via Zamboni 36), Scienze della Formazione (Via Zamboni 34), il Dipartimento di Italianistica (Via Zamboni 32), lo stabile di Via Zamboni 25, la facoltà di Economia in Piazza Scaravilli. La gestione delle aule, delle sale studio e dei vari servizi, tanto di sera quanto durante la giornata, dovrebbe essere improntata alla massima collegialità in un’ottica di coinvolgimento delle associazioni studentesche riconosciute o meno, dei collettivi e dei vari gruppi autorganizzati, ma anche, per non dire soprattutto, dei singoli studenti desiderosi di accedere a questi servizi. RUOLO DEGLI STUDENTI Piazza Verdi è la piazza degli studenti. Lo è stata nel passato, deve tornare ad esserlo oggi. Chiediamo innanzitutto che la piazza sia dotata di una grande bacheca grazie alla quale chiunque possa comunicare, esprimersi ed incontrarsi mettendo in contatto esigenze ed esperienze diverse. Per riqualificare Piazza Verdi è fondamentale in sintesi che questa torni ad essere luogo centrale della socialità studentesca e giovanile, e che proprio studenti e giovani siano direttamente coinvolti nella sua gestione. Infine una Piazza Verdi libera e aperta non può coesistere con la presenza sempre più frequente di soggetti che praticando ideologie razziste, xenofobe e sessiste non possono avere diritto di cittadinanza nell’Italia nata dalla resistenza antifascista e tanto meno in Piazza Verdi e nella sua storia legata ai movimenti studenteschi. È per questo che questa piazza deve diventare motore e scenario di iniziative e politiche che promuovano l’antifascismo e l’integrazione, rendendosi inospitale per chi non si riconosca in tali valori. From zeppe a posta.indivia.net Wed Oct 13 15:50:32 2004 From: zeppe a posta.indivia.net (Zeppe) Date: Wed Oct 13 15:52:26 2004 Subject: [Newsletter ReteUniversitaria] Specialistiche a Comunicazione Message-ID: <20041013135032.1B78CEC7D3@indivia.net> Il caso della specialistica in “comunicazione pubblica sociale e politica” a Scienze della Comunicazione (circa 60 ammessi su 300 iscritti al test) è solo la punta dell’iceberg di un problema molto più generale e diffuso. In quasi tutte le facoltà infatti stiamo assistendo a varie forme di sbarramento nell’accesso alle lauree specialistiche, che vanno dal numero chiuso vero e proprio a forme più sottili come i test in cui si valutano i “prerequisiti necessari” per entrare alla specialistica, test che in realtà vengono spesso pensati per tagliare fuori più studenti possibile. Va detto poi che questi sbarramenti vanno ad aggiungersi alla selezione già brutale imposta dalle tasse universitarie, che per le specialistiche superano anche i 2000 euro, e in generale al costo degli studi e della vita a Bologna che impedisce a molti studenti fourisede di iniziare o di continuare a lungo gli studi. La realtà è che l’intero impianto della Riforma Zecchino (quella che ha introdotto il 3+2 con la differenziazione tra lauree brevi e lauree specialistiche) era pensato per creare meccanismi di selezione e portare la maggioranza degli studenti ad accontentarsi della laurea breve, che peraltro al momento risulta assai poco spendibile nel mondo del lavoro. Contestualmente all’introduzione del sistema 3+2, inoltre, abbiamo assistito alla frammentazione dei vari corsi, che ha portato ad un aumento vertiginoso dei ritmi di studio (anche 10-11 esami all’anno), a fronte però di un grado di elaborazione e di approfondimento minimo o comunque inferiore a quello dei corsi pre-riforma. Del resto ci sembra logico pensare che se la maggioranza degli studenti ottengono risultati considerati mediocri nei test d’acceso alle specialistiche, le cause vadano cercate anche e soprattutto nella struttura stessa della laurea triennale La nuova proposta di “riforma della riforma” avanzata dalla Moratti, infine, rischia di creare con il sistema 1+2+2 una selezione ancora più precoce e tutta basata sulla situazione sociale e economica di provenienza. Non crediamo però che le controriforme degli ultimi anni debbano essere viste come un alibi o una giustificazione per chi certe tendenze e certe indicazioni le sta non solo applicando fedelmente, ma addirittura portando all’estremo. Per questo è importante che accanto alla critica generale alla Riforma Zecchino e all’opposizione alle nuove proposte della Moratti si sviluppino all’interno della varie facoltà iniziative volte a creare conflitto, a ottenere miglioramenti concreti e a evidenziare le contraddizioni del sistema, mettendo a nudo le responsabilità di chi (dal rettore Calzolari ai presidi di facoltà, fino agli stessi professori) gestisce l’università secondo logiche aziendali o peggio baronali, senza tenere minimamente conto delle esigenze degli studenti. Per questo siamo al fianco degli studenti di Scienze della Comunicazione e parteciperemo col massimo impegno alle iniziative di protesta che stanno organizzando, e per questo invitiamo anche gli altri collettivi, gruppi e singoli studenti ad attivare nelle proprie facoltà percorsi autorganizzati di riflessione e di mobilitazione che mettano in discussione l’attuale modello di università. From zeppe a posta.indivia.net Wed Oct 13 15:50:36 2004 From: zeppe a posta.indivia.net (Zeppe) Date: Wed Oct 13 15:52:27 2004 Subject: [Newsletter ReteUniversitaria] Specialistiche a Comunicazione Message-ID: <20041013135036.24D75EC7D4@indivia.net> Il caso della specialistica in “comunicazione pubblica sociale e politica” a Scienze della Comunicazione (circa 60 ammessi su 300 iscritti al test) è solo la punta dell’iceberg di un problema molto più generale e diffuso. In quasi tutte le facoltà infatti stiamo assistendo a varie forme di sbarramento nell’accesso alle lauree specialistiche, che vanno dal numero chiuso vero e proprio a forme più sottili come i test in cui si valutano i “prerequisiti necessari” per entrare alla specialistica, test che in realtà vengono spesso pensati per tagliare fuori più studenti possibile. Va detto poi che questi sbarramenti vanno ad aggiungersi alla selezione già brutale imposta dalle tasse universitarie, che per le specialistiche superano anche i 2000 euro, e in generale al costo degli studi e della vita a Bologna che impedisce a molti studenti fourisede di iniziare o di continuare a lungo gli studi. La realtà è che l’intero impianto della Riforma Zecchino (quella che ha introdotto il 3+2 con la differenziazione tra lauree brevi e lauree specialistiche) era pensato per creare meccanismi di selezione e portare la maggioranza degli studenti ad accontentarsi della laurea breve, che peraltro al momento risulta assai poco spendibile nel mondo del lavoro. Contestualmente all’introduzione del sistema 3+2, inoltre, abbiamo assistito alla frammentazione dei vari corsi, che ha portato ad un aumento vertiginoso dei ritmi di studio (anche 10-11 esami all’anno), a fronte però di un grado di elaborazione e di approfondimento minimo o comunque inferiore a quello dei corsi pre-riforma. Del resto ci sembra logico pensare che se la maggioranza degli studenti ottengono risultati considerati mediocri nei test d’acceso alle specialistiche, le cause vadano cercate anche e soprattutto nella struttura stessa della laurea triennale La nuova proposta di “riforma della riforma” avanzata dalla Moratti, infine, rischia di creare con il sistema 1+2+2 una selezione ancora più precoce e tutta basata sulla situazione sociale e economica di provenienza. Non crediamo però che le controriforme degli ultimi anni debbano essere viste come un alibi o una giustificazione per chi certe tendenze e certe indicazioni le sta non solo applicando fedelmente, ma addirittura portando all’estremo. Per questo è importante che accanto alla critica generale alla Riforma Zecchino e all’opposizione alle nuove proposte della Moratti si sviluppino all’interno della varie facoltà iniziative volte a creare conflitto, a ottenere miglioramenti concreti e a evidenziare le contraddizioni del sistema, mettendo a nudo le responsabilità di chi (dal rettore Calzolari ai presidi di facoltà, fino agli stessi professori) gestisce l’università secondo logiche aziendali o peggio baronali, senza tenere minimamente conto delle esigenze degli studenti. Per questo siamo al fianco degli studenti di Scienze della Comunicazione e parteciperemo col massimo impegno alle iniziative di protesta che stanno organizzando, e per questo invitiamo anche gli altri collettivi, gruppi e singoli studenti ad attivare nelle proprie facoltà percorsi autorganizzati di riflessione e di mobilitazione che mettano in discussione l’attuale modello di università. From zeppe a posta.indivia.net Mon Oct 18 13:07:53 2004 From: zeppe a posta.indivia.net (Zeppe) Date: Mon Oct 18 13:08:35 2004 Subject: [Newsletter ReteUniversitaria] APRE LA SALA STUDIO DEL NUOVO VAG! (fwd) Message-ID: <20041018110753.EF2FBEC7D1@indivia.net> Saluti a tutti. Da questa settimana apre la sala studio autogestita del Vag di Via Paolo fabbri 110, lo spazio che ha recentemente riaperto dopo l'occupazione di Via Azzo Gardino dello scorso anno e il successivo sgombero. L'idea è costruire un luogo dove gli studenti possano studiare anche in quei giorni e in quegli orari in cui le altre sale studio sono chiuse, e per questo per le prime settimane si tratterà di una sala studio prevalentemente serale. Si tratta comunque di un progetto che stiamo costruendo progressivamente, e quindi invitiamo chiunque voglia aiutarci a tenere aperta la sala studio e contattarci, in modo da migliorare e ampliare il servizio offerto. In prospettiva cercheremo di far sì che dalla sala studio nasca poi anche una biblioteca sociale, in cui tenere libri di testo e non e dispense di quanto più corsi possibile, in modo da fornire anche una risposta concreta al problema del caro-libri. PROGRAMMA SETTIMANALE Lunedì ore 19 presentazione della sala studio: APERITIVO SOCIALE Lunedì ore 21 Assemblea Rete Universitaria Martedì-Mercoledì- Giovedì Sala Studio aperta dalle ore 18 alle ore 24 ... e bar sempre aperto! Domenica Sala studio aperta ore 16-22 Rete Universitaria 320 6914118 reteuniversitari.bo@inventati.org assemblea ogni lunedì sera alle 21 al nuovo Vag di Via Paolo Fabbri 110 _______________________________________________ Mailing list Rete Universitaria - Bologna From zeppe a posta.indivia.net Mon Oct 25 11:37:11 2004 From: zeppe a posta.indivia.net (Zeppe) Date: Mon Oct 25 11:38:10 2004 Subject: [Newsletter ReteUniversitaria] MERCOLEDI' 27 - CORTEO ANTI-MORATTI (fwd) Message-ID: <20041025093711.3BB60EC7D4@indivia.net> ----------Messaggio Inoltrato ---------- Message-ID: <005601c4ba22$27e092e0$6cc7d1d5@q0b2y6> From: "Alvin&Tiziana" To: "Rete Universitaia di Bologna" Date: Mon, 25 Oct 2004 01:34:30 +0200 Subject: [ReteUniversitaria] MERCOLEDI' 27 - CORTEO ANTI-MORATTI RIBELLARSI ORA! contro la Moratti per il diritto allo studio I ricercatori dell'università di Bologna hanno promosso per mercoledì 27 Ottobre il blocco della didattica nell'ateneo e una manifestazione contro il DDL Moratti sullo stato giuridico dei docenti che elimina di fatto la figura del ricercatore, instaurando un percorso di precarietà permanente. Crediamo che il 27 Ottobre debba diventare una grande giornata di lotta generalizzata contro le riforme della Moratti, come accaduto pochi giorni fa a Firenze, dove 10.000 tra studenti medi, universitari e ricercatori sono scesi in piazza uniti contro le proposte del governo sull'istruzione. Saremo in piazza insieme agli studenti medi, perché la privatizzazione della scuola e dell'università sono processi strettamente collegati che mettono in discussione a tutti i livelli i concetti stessi di diritto allo studio e di istruzione come servizio pubblico. Saremo in piazza insieme ai ricercatori, perché il problema della precarietà non riguarda solo il nostro futuro ma anche il nostro presente, e perché l' eliminazione della figura del ricercatore è solo un tassello del processo di destrutturazione dell'istruzione pubblica. Saremo in piazza insieme a quei pochi professori che mettono realmente in discussione le logiche aziendali o peggio baronali con cui l'università viene gestita da anni, senza arroccarsi in una difesa dei propri diritti o dei propri privilegi. Ma non saremo al fianco di Pier Ugo Calzolari, il rettore "amico degli studenti", che si dichiara contrario al DDL Moratti ma in questi anni di gestione dell'ateneo non ha fatto che aumentare le tasse e incentivare i numeri chiusi. Non saremo neppure al fianco di quei professori che organizzano conferenze con contenuti progressisti e intanto impongono test selettivi che impediscono a gran parte dei loro studenti l'accesso alla laurea specialistica. Continueremo quindi ad opporci alla Moratti ma anche a criticare l'impianto stesso di quella riforma Zecchino di cui paghiamo le conseguenze ogni giorno sotto forma di numeri chiusi, selezione brutale, aumento dei ritmi di studio, impoverimento dei contenuti dei corsi. Per questo invitiamo tutti a partecipare anche al secondo appuntamento della giornata di mercoledì 27, costruendo un presidio visibile, radicale e determinato davanti alla facoltà di Lettere, dove si terrà la riunione che deciderà le sorti degli oltre 200 non ammessi al Corso di Laurea Specialistica in Comunicazione pubblica e sociale. Perché se un'altra università è possibile, dovremo iniziare a immaginarla e a costruirla ogni giorno, facoltà per facoltà, partendo dalle contraddizioni reali e dalle esperienze di autorganizzazione e di lotta di quegli stessi studenti che vivono sulla propria pelle le conseguenze di anni di controriforme. MERCOLEDI' 27 OTTOBRE ore 9.00 PIAZZA NETTUNO MANIFESTAZIONE CONTRO LA RIFORMA MORATTI ore 12.00 FACOLTA' di LETTERE, VIA ZAMBONI 38 SIT-IN di PROTESTA CONTRO IL NUMERO CHIUSO Rete Universitaria Info: 3206914118 - reteuniversitari.bo@inventati.org - www.unibo.ma.cx assemblea tutti i LUNEDI' ore 21 al VAG - via PAOLO FABBRI 110 _______________________________________________ Mailing list Rete Universitaria - Bologna From zeppe a posta.indivia.net Mon Oct 25 11:38:31 2004 From: zeppe a posta.indivia.net (Zeppe) Date: Mon Oct 25 11:39:25 2004 Subject: [Newsletter ReteUniversitaria] Mer 27 SIT-IN davanti a Lettere per amm. specialist. comunic. (fwd) Message-ID: <20041025093831.4B3BBEC7D4@indivia.net> LAUREE SPECIALISTICHE: per tutti o per pochi eletti? Lo scorso 28 settembre si è tenuto il test d’ingresso al corso di laurea specialistica in Scienze della Comunicazione Pubblica, Sociale e Politica. Risultato: su 280 studenti solo 70 sono riusciti a superarlo, di cui ben pochi provenienti dalla laurea triennale in Scienze della Comunicazione di Bologna. Le domande del test appartenevano in larga misura a esami opzionali, per cui sarebbe stato impossibile rispondere correttamente a meno che nel corso del triennio non si avesse avuto la fortuna di scegliere proprio quegli esami. Quando tre anni fa superammo il test d’ingresso selettivo per accedere a Scienze della Comunicazione nessuno ci aveva detto che dopo la laurea triennale ci sarebbe stato negato il diritto allo studio e ci sarebbe stato di fatto impedito di proseguire per la strada che abbiamo scelto. La nostra situazione è purtroppo comune agli studenti di tante altre facoltà e mette in discussione l’impianto stesso delle riforme Zecchino – Moratti, quelle che hanno istituito l’attuale sistema del corso di laurea 3 + 2. Dopo i primi tre anni ci si può oggi sentir dire che la preparazione che i tuoi stessi professori ti hanno fornito, improvvisamente non è più sufficiente a completare il tuo percorso di studi. Se a tutto questo uniamo il costo delle tasse per le lauree specialistiche, quasi sempre superiore ai 2000 euro l’anno, il caro-affitti e le spese per i trasporti pubblici di una città come Bologna, si capisce immediatamente come l’istruzione stia diventando sempre più elitaria, destinata a pochi eletti e negata nei fatti a tutti gli studenti che non se la possono permettere. E di fronte ai nostri diritti calpestati l’Università di Bologna che fa? Destina fondi esorbitanti e assurdi al Collegio di Eccellenza, privando la grande maggioranza degli studenti di finanziamenti fondamentali. È ora di dire basta a tutto questo: l’Università non è un’azienda! Noi studenti di Scienze della Comunicazione esclusi dalla specialistica ci siamo organizzati e stiamo lottando perché l’ingiustizia commessa contro di noi sia riparata e soprattutto perché una cosa simile non si ripeta nei prossimi anni. Per dire che ci opponiamo a questa riforma canaglia e classista dell’università, per dire che non ci stiamo a far diventare l’università una cosa per soli ricchi e per ribadire che il diritto allo studio è garantito dalla nostra Costituzione e non deve essere immolato sull’altare del dio denaro, invitiamo tutti a partecipare alla Manifestazione contro la riforma Moratti MERCOLEDÌ 27 OTTOBRE ORE 9.00 PIAZZA NETTUNO ORE 12.00 SIT-IN DI PROTESTA DAVANTI ALLA FACOLTÀ DI LETTERE VIA ZAMBONI 38 DURANTE LA RIUNIONE CHE DECIDERÀ LE SORTI DEI NON AMMESSI ALLA SPECIALISTICA DI COMUNICAZIONE Student* di Comunicazione From zeppe a posta.indivia.net Fri Oct 29 12:02:36 2004 From: zeppe a posta.indivia.net (Zeppe) Date: Fri Oct 29 12:03:47 2004 Subject: [Newsletter ReteUniversitaria] REPORT CORTEO ANTI-MORATTI (fwd) Message-ID: <20041029100236.76380EC7D9@indivia.net> ----------Messaggio Inoltrato ---------- Message-ID: <000d01c4bc8b$1bb158e0$5cc7d1d5@q0b2y6> From: "Alvin&Tiziana" To: "Rete Universitaia di Bologna" Date: Thu, 28 Oct 2004 03:09:20 +0200 Subject: [ReteUniversitaria] REPORT CORTEO ANTI-MORATTI Ieri, mercoledì 27 Ottobre, è stata una bella giornata di lotta all'università dui Bologna. Un lungo corteo di studenti medi, universitari e ricercatori ha innanzitutto manifestato un NO corale alla riforma Moratti in ogni sua parte. Come Rete Universitaria abbiamo saputo costruire insieme ai collettivi di facoltà e ad altre realtà autorganizzate uno spezzone radicale e combattivo di corteo, che criticasse non solo la riforma Moratti, ma anche la riforma Zecchino (responsabile del disastroso sistema 3+2) e la gestione dell'ateneo di Bologna da parte del rettore Calzolari. Un secondo corteo non autorizzato si è poi diretto verso la facoltà di Lettere, dove si è svolto un presidio organizzato dagli studenti di Scienze della Comunicazione in occasione della riunione straodinaria per decidere le sorti degli oltre 200 non ammessi alla laurea specialistica. Lungo la strada abbiamo approfittato per ricordare ancora una volta ai fascisti di Azione Giovani (presenti in Piazza Verdi con un provocatorio banchetto) che chi porta avanti idee razziste, xenofobe, sessiste e discriminatorie non è ben accetto in zona universitaria. Il presidio davanti a Lettere, trasformatosi in assemblea di strada con blocco del traffico, ha visto la partecipazione di centinaia di studenti e ha evidenziato ancora una volta come il problema dell'accesso alle lauree specialistiche non sia circoscritto al solo dipartimento di Comunicazione e sia parte di un problema più generale legato a numeri chiusi, sbarramenti e diritto allo studio negato. Dal prorettore Tega e dai professori presenti alla riunione all'interni della facoltà non sono giunte purtroppo buone notizie: dopo un ridicolo scaricabarile tra i vari organi, la questione è stata rimandata al Senato Accademico del 9 Novembre, dove torneremo a far sentire la nostra voce. La giornata di oggi segna l'inizio di una fase di conflitto reale all'università sui problemi aperti dalle riforme Zecchino-Moratti, che si articolerà in vari momenti, a partire dall'assemblea di ateneo di Venerdì 29 Novembre, in cui vogliamo mettere Calzolari di fronte alle responsabilità della sua gestione baronale e mafiosa dell'università di Bologna. Questi alcuni dei prossimi appuntamenti - Venerdì 29 Novembre ore 15,30 Aula Magna di Santa Lucia Assemblea generale di ateneo convocata dal rettore Calzolari: FACCIAMOCI SENTIRE! - 8-12 Novembre: settimana nazionale di mobilitazione del mondo dell'università contro il DDL Moratti - azioni varie - 9 Novembre Senato Accademico - 15 Novembre: SCIOPERO GENERALE DELLA SCUOLA contro le riforme della Moratti RETE UNIVERSITARIA Info: 3206914118 - reteuniversitari.bo@inventati.org - www.unibo.ma.cx assemblea tutti i LUNEDI' ore 21 al VAG - via PAOLO FABBRI 110 _______________________________________________ Mailing list Rete Universitaria - Bologna