[Newsletter ReteUniversitaria] Report Autoriduzione oggi in mensa + contestazione al Consiglio di Facoltà a Scienze Politiche

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Mar 19 Apr 2005 19:24:31 CEST


Report Autoriduzione oggi in mensa + contestazione al Consiglio di 
Facoltà a Scienze Politiche

Un euro è bastato!
Questa mattina noi studenti della Rete Universitaria siamo entrati nella 
mensa universitaria di Piazza Puntoni per praticare un iniziativa di 
autoriduzione incontrando il sostegno di molti studenti presenti, 
consumendo oltre 150 pasti al prezzo che hanno ritenuto giusto. Al grido 
di "1 EURO PUO' BASTARE" abbiamo distribuito i buoni "Mo' pasta!" e 
comunicato con striscioni, megafono e volantini ai lavoratori, agli 
studenti e ai passanti le motivazioni che da mesi ci spingono a portare 
avanti una campagna contro la gestione della mensa universitaria.
La Concerta, l'azienda privata che gestisce la mensa, ha deciso ha 
rifiutato ogni forma di dialogo e trattativa sospendendo la 
distribuzione dei pasti per poi mandare i propri buttafuori a chiudere 
addirittura le porte impedendo a molti studenti di entrare.
Usciti dalla mensa ci siamo diretti in corteo verso la Facoltà di 
Scienze Politiche, dove era previsto lo svolgimento del Consiglio di 
Facoltà al quale doveva prendere parte il Rettore Pier Ugo Calzolari, 
per protestare contro le innovazioni adottate per limitare l'accesso 
alle lauree specialistiche. Peccato però che il "magnifico" abbia deciso 
all'ultimo momento di non farsi vedere.
Abbiamo deciso di entrare comunque all'interno del Consiglio per parlare 
direttamente con la Preside, i professori e tutti gli studenti presenti, 
per dire a chiare lettere che siamo e saremo sempre contrari ad ogni 
forma di selezione e di negazione del diritto allo studio.
Dopo aver constatato l'assenza di risposte da parte delle istituzioni 
universitarie abbiamo fatto pressioni per ottenere un momento pubblico 
di discussione sulla vicenda durante il quale dovranno darci delle 
risposte o assumersi la responsabilità di un ulteriore passaggio a vuoto.
L'assemblea rivolta a tutti gli studenti, anche a quelli delle altre 
Facoltà perchè il problema dell'accesso alle lauree specialistiche è un 
problema che riguarda tutti gli studenti, è previsto per

GIOVEDI' 21 APRILE alle ore 15 a SCIENZE POLITICHE, Strada Maggiore 45
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Assemblea tutti i lunedì ore 21 al VAG di via Paolo Fabbri 110 - 
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seguono il volantino che abbiamo distribuito agli studenti e quello dato 
ai lavoratori:


Mo’ pasta! Oggi hanno offerto loro…

Oggi autoriduzione in mensa


Un euro è bastato. Oggi noi studenti delle Rete Univesitaria abbiamo 
deciso di praticare un’autoriduzione nella mensa di piazza Puntoni, 
incontrando il sostegno e la partecipazione di moltissimi studenti, 
pagando oltre 150 pasti al prezzo che ritenevamo giusto perché crediamo 
che i prezzi che ci vengono imposti siano inaccettabili.
Abbiamo voluto in questo modo cominciare a riappropriarci di un piccola 
parte di ciò che quotidianamente ci viene sottratto e rivendicare 
contemporaneamente la completa gratuità della mensa. Abbiamo continuato 
così la campagna portata avanti in questi mesi attraverso inchieste e 
distribuzioni gratuita di pasta davanti alla mensa, con nuove pratiche 
ma con gli stessi obbiettivi.
La Concerta, l’azienda privata a cui l’Arstud ha appaltato il servizio, 
ha rifiutato qualsiasi forma di dialogo o di trattativa, attuando come 
unica risposta la sospensione della distibuzione dei pasti, nonostante i 
molti studenti in fila, per poi addirittura chiudere l’ingresso.

Ma una reazione di questo tipo non ci impedirà certo di proseguire il 
nostro percorso, perché siamo stanchi di una mensa appaltata a un 
privato che impone i prezzi più alti d’Italia e che non è in grado con 
soli 200 posti di far fronte alle esigenze di una città con più di 
100.000 studenti.

Siamo stanchi delle politiche dell’Arstud che, attraverso 
l’esternalizzazione dei propri servizi, rende fonte di profitto per 
pochi e oggetto di spartizione politica la necessità degli studenti di 
soddisfare i propri bisogni materiali. In una città in cui si affittano 
singole a 500 euro, in cui persino in mensa un pasto completo costa 
quasi 6 euro; l’Arstud lascia interi studentati vuoti e trasforma l’ex 
mensa delle scuderie in uno dei locali più cari di Bologna.

Sulla necessità di dormire, spostarsi, mangiare si costruisce la 
possibilità di studiare e quella di affrontare il presente e progettare 
il futuro: su questi bisogni primari non siamo disposti a trattare.

Come segmento di quel precariato che vive le contraddizioni e la durezza 
delle condizioni materiali imposte dall’ipermercato-Bologna, crediamo 
che l’unica risposta stia nella riappropriazione diretta. Questa pratica 
si colloca proprio sul terreno dei bisogni, individuando contestualmente 
anche la via più rapida alla loro soddisfazione; saltando qualsiasi 
mediazione istituzionale, ma inchiodando l’istituzione alle sue stesse 
contraddizioni. Oggi abbiamo scelto la forma dell’autoriduzione, sapendo 
di percorrere una strada comune al precariato che si riappropria della 
case e degli spazi sociali occupandoli, della libertà di movimento con 
lo sciopero del biglietto, della cultura con il p2p. La stessa strada 
che porta all’ EuroMayDay il 1 maggio a Milano.

AI DIPENDENTI DELLA MENSA UNIVERSITARIA

Da alcuni mesi stiamo portando avanti una campagna di iniziative di 
sensibilizzazione e mobilitazione legate alla situazione della mensa 
universitaria. In sintesi contestiamo i prezzi troppo alti (la mensa di 
Bologna è nettamente la più cara d’Italia), l’inadeguatezza della 
struttura di Piazza Puntoni rispetto al numero di studenti universitari 
bolognesi e il fatto che tale servizio non è gestito direttamente 
dall’Università o dall’Arstud ma da un’azienda privata come la Concerta.

Ciò che ci preme sottolineare immediatamente è che la nostra protesta è 
indirizzata verso l’Università in primo luogo e i dirigenti della 
Concerta in secondo luogo, e non investe in nessun modo i dipendenti che 
lavorano in mensa. Siamo infatti consapevoli del fatto che anche i 
problemi riscontrati nel servizio, in particolare i tempi d’attesa 
lunghissimi e le code interminabili tra le 13 e le 14, sono da imputare 
all’insufficienza strutturale della mensa e non a cause soggettive 
legate al lavoro dei dipendenti. Sappiamo anzi che se qualità dei pasti 
resta assolutamente dignitosa è anche e soprattutto grazie alla 
coscienza dei singoli dipendenti.

Alla Concerta (e all’Università, che dovrebbe quantomeno vigilare su 
come vengono gestiti i servizi che appalta ai privati) noi contestiamo 
il modello di gestione che non ci sembra adeguato alla nostra idea di 
mensa universitaria: basta pensare ai milioni di euro spesi per una 
ristrutturazione che ha cambiato solo esteticamente gli spazi della 
mensa senza aumentare realmente il numero dei posti a sedere, o alla 
scelta di investire soldi in due televisioni al plasma con abbonamento a 
SKY invece che sulla qualità del cibo, sull’efficienza del servizio o 
meglio ancora su una riduzione generalizzata dei prezzi.

Crediamo che questo modello di gestione basato su logiche puramente 
commerciali che nulla hanno a che vedere con un servizio pubblico abbia 
conseguenze negative anche sulle vostre condizioni di lavoro: basta 
pensare al ritmo di lavoro frenetico e al livello di stress a cui siete 
sottoposti nei momenti di maggiore affluenza.

Tra l’altro sappiamo che anche tra i dipendenti della Concerta vi sono 
malumori e proteste legate agli stipendi non certo altissimi, alle 
condizioni di lavoro spesso inadeguate e ad un livello di mobilità 
interna assolutamente eccessivo. Rispetto a questi problemi, che 
crediamo assolutamente legati ai nostri, non possiamo che ribadirvi la 
nostra solidarietà e la massima disponibilità a iniziative comuni.

Non abbiamo intenzione di chiedervi un sostegno attivo alla nostra 
lotta, che sappiamo non potreste darci essendo come lavoratori 
dipendenti in una condizione di perenne ricattabilità, quello che vi 
proponiamo è di immaginare possibili percorsi di collaborazione basati 
sull’idea che determinate politiche aziendali colpiscono sia i 
lavoratori sia gli utenti del servizio.






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