From zeppe a posta.indivia.net Wed Jul 6 12:05:17 2005 From: zeppe a posta.indivia.net (Zeppe) Date: Wed Jul 6 16:30:35 2005 Subject: [Newsletter ReteUniversitaria] picchetto sabato ore 8.00 pza c.musi, 6 Message-ID: <20050706100523.21AB6EC7CC@indivia.net> (da Indymedia) NESSUNO RESTI SENZA CASA! by Movimento Autorganizzato Occupanti Tuesday, Jul. 05, 2005 at 8:08 PM mail: mao@inventati.org Ci è stato comunicato che in data 9 Luglio l’ufficiale giudiziario si presenterà, minacciando lo sgombero, presso una delle case occupate nel quartiere San Donato per pretendere che essa venga lasciata dai suoi abitanti. Pare essere dunque questa la soluzione scelta dalle politiche della Giunta Cofferati per dare una risposta alla disastrosa situazione abitativa di Bologna. L’amministrazione comunale procede infatti a tappe forzate verso la criminalizzazione delle lotte sociali e verso la repressione dei movimenti di lotta per la casa. Un attacco che passa attraverso nuove norme più restrittive sulla questione casa, che tutelano la decisione di lasciare sfitta parte del patrimonio abitativo, e tramite la giustificazione degli attacchi repressivi sotto un falso velo di tutela della legalità: da chi dice che “gli irregolari bisogna prenderli a bastonate” a chi afferma che “le occupazioni sono anti-proletarie perché tolgono la casa a chi ne ha diritto”, le voci della giunta si fanno sentire minacciose… Ma queste sono minacce di chi, tappandosi occhi e orecchie, non vuole sentire le rivendicazioni per tutti e tutte che un crescente movimento di lotta per la casa sta affermando: nell’occupare ci siamo sempre dichiarati disponibili a rilasciare le case qualora ci fossero degli assegnatari, purchè anche agli occupanti fosse garantita un’altra soluzione abitativa. Alla faccia di quanti, nella Giunta comunale, sordi e ciechi ai bisogni della cittadinanza, ci accusano di agire contro gli interessi di chi ha bisogno di casa. Un’affermazione, questa, che assume un più alto valore nel momento in cui già, negli incontri tenuti con l’assessore alla casa Antonio Amorosi, si erano andate formulando diverse proposte in merito: dalla possibilità di ricorrere all’auto-ristrutturazione di alcuni degli alloggi che, per mancanza di fondi, il comune e l’Acer non possono ristrutturare; alla prospettiva di sanatoria per le case già occupate; dalla possibilità di stipulare dei contratti annuali o biennali specificatamente rivolti alle fasce del precariato cittadino, incapaci di sostenere, in assenza di un reddito continuativo, i prezzi degli affitti in crescita costante; all’inclusione dei precari e delle precarie all’interno delle graduatorie per gli alloggi popolari. Dimostrazione di come le occupazioni sfondino questa idea di legalità solo per andare a produrre nuovi diritti (ora sono negati a gran parte della popolazione) di cui chiunque possa usufruire, dando soluzioni alla crescente precarizzazzione delle esistenze. Ma la lotta di M.A.O., che in quest’ultimo anno ha attraversato i quartieri San Donato e San Vitale, non consiste solo nell’occupazione di case: da sempre attenti alle dinamiche dei quartieri ci siamo sempre impegnati a garantirne la vivibilità, dalle lotte contro le nocività ambientali alla riqualificazione dal basso dei territori. Secondo un principio di reciproco rispetto con gli altri abitanti, abbiamo saputo raccoglierne spesso e volentieri la solidarietà, evitando che, per ciò che riguarda le nostre dodici occupazioni, si creassero situazioni di disturbo o inconciliabilità che potessero contrapporre i nostri interessi a quelli di assegnatari e altri abitanti, riuscendo a creare relazioni e nuove rapporti sociali con tutti quei soggetti che, come noi, vengono ogni giorno sempre più impoveriti e sfruttati dalla precarizzazzione lavorativa e dal venir meno dei servizi sociali. Non siamo quindi disposti a sottostare ai continui ricatti di rimanere senza casa e all’incubo di un ufficiale giudiziario che venga a cacciarci via. Non può essere questa la soluzione della Giunta al problema della casa. LO SGOMBRO DI PIAZZA CARLO MUSI DEVE ESSERE IMPEDITO FINO A CHE NON CI SARANNO SOLUZIONI ABITATIVE PER GLI OCCUPANTI! Forti della solidarietà raccolta da parte degli abitanti del quartiere e delle reti sociali cittadine di lotta per la casa, che tutti i precari, gli studenti e i migranti si mobilitino perché la casa non venga tolta a chi lotta per il diritto a vivere dignitosamente di tutti e tutte. SABATO 9 LUGLIO a partire dalle ore 8.00 PRESIDIO CONTRO LO SGOMBERO in PIAZZA CARLO MUSI 6 – Bologna Movimento Autorganizzato Occupanti From zeppe a posta.indivia.net Fri Jul 8 18:01:36 2005 From: zeppe a posta.indivia.net (Zeppe) Date: Fri Jul 8 18:04:18 2005 Subject: [Newsletter ReteUniversitaria] con chi lotta per la casa Message-ID: <20050708160139.8D819EC7CD@indivia.net> Rinnoviamo la nostra solidarietà e il nostro sostegno attivo ai precari in lotta per la casa di M.A.O., a fianco dei quali saremo domattina a difendere l'occupazione di Piazza Carlo Musi. Come soggettività studentesche non possiamo ignorare la portata del problema abitativo a Bologna: totale assenza di politiche per il diritto alla casa dei senza reddito, condizione in cui il corrente ultraliberismo spinge sempre più studenti, migranti e precari; mercato degli affitti drogato sopra ogni limite in quanto mantenuto al di sotto della domanda da migliaia di appartamenti sfitti, pubblici e non. La risposta ad un amministrazione che riduce tutto ciò a mero ordine pubblico e a vacui richiami ad una cieca Legalità a senso unico non può che essere generalizzare le lotte, occupare e resistere! SABATO 9 LUGLIO a partire dalle ore 8.00 PRESIDIO CONTRO LO SGOMBERO in PIAZZA CARLO MUSI 6 – Bologna * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * AULA AUTOGESTITA FRANCESCO LORUSSO Facoltà di Lettere e Filosofia - Via Zamboni, 38 RETE UNIVERSITARIA DI BOLOGNA C38 - COLLETTIVO AUTORGANIZZATO DI LETTERE E FILOSOFIA c38@mailcity.it * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * R I B E L L A R S I * O R A ! * * * * * * * www.unibo.ma.cx From zeppe a posta.indivia.net Tue Jul 12 20:48:59 2005 From: zeppe a posta.indivia.net (Zeppe) Date: Tue Jul 12 20:50:47 2005 Subject: [Newsletter ReteUniversitaria] Sparatoria al dipartimento di matematica: ucciso uno studente Message-ID: <20050712184902.A8AD0EC7C9@indivia.net> dal sito del Carlino BOLOGNA / MORTE ALL'UNIVERSITA' Spari alla facoltà di matematica Uno studente crivellato di colpi Terrore durante gli esami *SPARI E PAURA Un giovane ha cominciato a fare fuoco: a terra, in una pozza di sangue, rimane uno studente 22enne di Monghidoro *SCATTA IL BLITZ Immediatamente intervenute pattuglie della polizia e dei carabinieri * IN MANETTE L'omicida, un 32enne di Messina, si è subito costituito. Per studenti e professori momenti di panico: i ragazzi si sono barricati nelle aule *LA TESTIMONIANZA Secondo una ricercatrice l'assassino gridava: 'Non volevo farlo' BOLOGNA, 12 LUGLIO 2005 - Uno studente e' morto questa sera, raggiunto da colpi di arma da fuoco, all'interno del Dipartimento di matematica dell'universita' di Bologna. Il fatto e' avvenuto dopo le 18 e sono ancora imprecisati i dettagli dell'accaduto. Davanti all'ingresso si e' subito radunato un grande numero di persone, subito dietro i mezzi delle forze dell'ordine. Il traffico in via Irnerio e' andato in tilt con una lunga coda. Sul posto sono subito giunti agenti della polizia scientifica per i primi rilievi. La vittima è uno studente di 22 anni, Riccardo Venier, abitante a Monghidoro, paese dell'Appennino bolognese. Era nel corridoio quando è stato raggiunto da più colpi. L' omicida , Domenico Bottari di Messina, probabilmente anch'egli sutdente, si e' costituito alla polizia ferroviaria ed e' stato preso in consegna dalla Squadra Mobile. Intorno alle 19,30 è arrivato alla Facoltà di Matematica, il rettore dell'Ateneo, Pier Ugo Calzolari, accompagnato dal capo della Digos, Vincenzo Ciarambino. Al momento della sparatoria,all'intero della Facoltà di Matematica era in corso una sessione di esami. Una studentessa appena uscita dalla facoltà ha raccontato ai cronisti di aver sentito gli spari insieme a decine di altri studenti, che in preda alla paura e sotto choc si sono chiusi nelle aule. Il giovane studente ucciso aveva appena sostenuto il secondo esame di Meccanica razionale. Finito l'esame, è uscito fuori dall'aula ed è in quel momento che è stato raggiunto dai colpi di pistola sparati dall'altro ragazzo. Secondo le testimonianze di una ricercatrice, Francesca, i colpi sarebbero stati in tutto sette, prima cinque e poi gli altri due. Dopo la sparatoria l'assassino si sarebbe affacciato nell'aula dov'erano in corso gli esami gridando «Non volevo farlo, non volevo farlo». From zeppe a posta.indivia.net Thu Jul 21 11:56:49 2005 From: zeppe a posta.indivia.net (Zeppe a Brescia) Date: Thu Jul 21 11:46:41 2005 Subject: [Newsletter ReteUniversitaria] SGOMBERATI IERI 36 APPARTAMENTI OCCUPATI IN VIA BEROALDO (S.DONATO) Message-ID: <42DF7161.3020207@posta.indivia.net> in Via Berolado aveva iniziato ad occupare lo scorso ottobre il M.ovimento A.utorganizzato O.ccupanti [ http://www.ecn.org/baz/chi/mao.html ], poi, man mano che nelle palazzine destinate ad essere abbattute gli appartamenti venivano lasciati dagli assegnatari, vi si erano insediate decine di persone senza rivendicare politicamente il gesto. Probabilmente il deterioramento del rapporto col quartiere di cui parla l'articolo che segue è stato reale, e altrettanto probabilmente non nella misura che lascia intendere l'articolo che segue, la cui testata si è sempre mostrata amante di sensazionalismi e toni da tabloid. dal sito del Carlino *VIA BEROALDO* *Sgomberati 36 appartamenti* /Cofferati: 'Libereremo altre case'/ _Bologna, 20 luglio 2005_ - Sgombero di massa in via Beroaldo. E' iniziata questa mattina poco dopo le 7 l'operazione condotta da polizia, carabinieri, vigili urbani e agenti della digos per 'liberare' 36 appartamenti distribuiti in tre palazzi di edilizia residenziale pubblica, in condizioni fatiscenti, nella strada del quartiere San Donato ai civici 6, 8 e 10. Sono in tutto 35 italiani e 7 extracomunitari (che al momento sono in questura per l'accertamento dell'identita') gli occupanti che da tre mesi avevano occupato gli alloggi, a quanto riferiscono gli abitanti della zona, 'destinati all'abbattimento'. Si tratta per la maggior parte, raccontano alcuni residenti in edifici vicini, di 'punkabbestia' che 'tutte le sere bevevano birra e facevano baldoria fino alle tre di notte. Avevano messo tavoli in cortile, fumavano, ridevano e facevano abbaiare i loro cani'. Gli abitanti del quartiere avevano ripetutamente chiamato le forze dell'ordine per denunciare gli schiamazzi, ma fino a stamane 'nulla si era mosso'. Ora chi vive nel quartiere è decisamente contento di non avere più vicini così 'scomodi'. 'Sono dei nullafacenti - dice un residente - che ci tenevano svegli la notte e che probabilmente facevano uso di droghe: un poliziotto mi detto che le scale erano piene di siringhe'. Al momento un camion di una ditta di traslochi sta completando lo sgombero di un appartamento e le auto delle forze dell'ordine stanno lasciando via Beroaldo alla spicciolata. I pochi occupanti rimasti non vogliono parlare: 'Ci stanno mandando fuori di casa', si limitano a dire con rabbia. Intanto, un ragazzo a torso nudo e con la bandiera palestinese al collo si allontana spingendo un carrello da supermercato con zaini, sacchetti e una chitarra. E dopo lo sgombero di questa mattina arrivano le parole di Cofferati: 'Sgombereremo per assegnare'. Commentando gli interventi di questa mattina in via Beroaldo, nella prima periferia di Bologna, il sindaco Sergio Cofferati annuncia che altri sgomberi arriveranno 'nei prossimi giorni'. Il primo cittadino ribadisce la propria linea sul tema occupazioni alloggi pubblici: 'Solidarietà è assegnare la casa a chi ne ha diritto. Non può essere consentito a nessuno di sopravanzare le liste', mette in chiaro il primo cittadino. 'Il problema della casa a Bologna è molto sentito - spiega Cofferati parlando nel pomeriggio coi cronisti a Palazzo D'Accursio - la prima cosa da fare è ristabilire la norma rendendo disponibile ciò che va assegnato'. A usufruire degli sgomberi sui rimanenti alloggi Erp occupati saranno infatti in primo luogo 'persone povere con poco reddito'. E Rifondazione comunista, che considera azioni 'individuali' le occupazioni appena cancellate? 'Se son rose fioriranno', risponde il sindaco. Che però aggiunge: 'Non vorrei che fossero giudicate con simpatia alcune azioni e altre no in virtù di dove sono e da chi vengono attuate'. Comunque, conclude il primo cittadino, 'sono ottimista'. Ma sulla versione in base alla quale le realtà organizzate in lotta sulla casa sarebbero rimaste estranee all'occupazione di via Beroaldo, Cofferati ha qualcosa da far osservare: 'Li' c'erano i collettivi nei giorni scorsi, ma se ne sono andati'. Lo sgombero di oggi, gestito in modo 'congiunto tra Comune, Questura e Prefetto', fa notare ancora il sindaco, 'e' avvenuto ordinatamente, senza problemi di sorta'.