From le13409 a iperbole.bologna.it Tue Mar 1 11:19:28 2005 From: le13409 a iperbole.bologna.it (Alvin&Tiziana) Date: Tue Mar 1 11:19:44 2005 Subject: [Newsletter ReteUniversitaria] COMUNICATO 2 MARZO Message-ID: <000001c51e48$6a5410e0$fbc7d1d5@q0b2y6> Inoltro il comunicato della Rete Universitaria sul corteo interno in zona universitaria di mercoledì 2 Marzo promosso dai ricercatori a cui abbiamo deciso di partecipare, portandovi i nostri contenuti e le nostre pratiche. Appuntamento ore 9,30 Piazza Verdi CONTRO LA MORATTI NESSUNA CONCERTAZIONE Mercoledì 2 Marzo l'università scende in piazza contro il ministro Moratti, in una protesta trasversale che vede i soggetti sociali e politici più diversi uniti dalla comune contrarietà al DDL Moratti sullo stato giuridico della docenza. Una protesta che non può lasciarci indifferenti ma nella quale neppure possiamo rispecchiarci in pieno. Noi saremo in piazza per dire ancora una volta che non solo il DDL ma tutte le controriforme della Moratti vanno abolite, e su questo punto non accettiamo posizioni balbettanti e conciliatorie come quelle espresse spesso dai sindacati confederali e da esponenti del centrosinistra. Ma soprattutto saremo in piazza per mettere in discussione radicalmente l'esistente, cioè un'università gestita secondo logiche aziendali o peggio baronali, svenduta agli interessi dei potentati economici del territorio, trasformata in una corsa contro il tempo per l'accumulazione di crediti e sempre più carente e superficiale nei suoi contenuti didattici. Un'università che si porta dietro problemi e contraddizioni decennali, ma a cui un duro colpo è stato inferto dalla Riforma Zecchino, varata dal centrosinistra con l'appoggio dei sindacati confederali. Il sistema del 3+2 si è infatti tradotto in aumento della selezione (sia diretta, tramite i numeri chiusi, che indiretta, tramite l'aumento selvaggio delle tasse d'iscrizione), aumento frenetico dei ritmi di studio, impoverimento dei contenuti dei corsi. Ora la Moratti sta solo completando l'opera, sancendo col sistema ad Y (1+2+2) un meccanismo di selezione di fatto già introdotto dal 3+2, tagliando ulteriormente i fondi per il diritto allo studio e in generale per l'università pubblica, instaurando un sistema di precarietà a vita per chi intraprende la carriera di ricercatore. Un'altra cosa che ci teniamo a sottolineare è l'assoluta complicità e corresponsabilità dei rettori e dei poteri forti delle università italiane rispetto alle recenti controriforme, che, non a caso, non hanno incontrato reali forme di resistenza all'interno degli atenei. La CRUI si dichiara contraria al DDL Moratti, ma contemporaneamente auspica un sistema sempre più gerarchico, aziendalista e privatistico. Non fa eccezione il rettore bolognese Calzolari, che rappresenta anzi un caso paradigmatico: nelle dichiarazioni alla stampa esprime critiche forti alle riforme Moratti, ma la sua amministrazione dell'ateneo bolognese si è caratterizzata per l'aumento delle tasse (in particolare per le lauree specialistiche), per il diffondersi dei numeri chiusi, per l'esternalizzazione di ogni tipo di strutture e servizi, per il disinteresse assoluto rispetto al diritto allo studio e alle esigenze degli studenti. Per questo non abbiamo mai accettato e non accetteremo mai la logica dell'unità con il rettore e con chi lo sostiene in funzione anti-Moratti: non crediamo che ci si possa opporre alla Moratti rivendicando le politiche di Berlinguer e Zecchino, non crediamo si possano sganciare le rivendicazioni di carattere nazionale dall'apertura di conflitti e vertenze locali, non crediamo soprattutto che in nome dell'unità contro la Moratti si possano dimenticare le contraddizioni che viviamo sulla nostra pelle ogni giorno nelle nostre facoltà. La partecipazione a questa giornata di mobilitazione è per noi solo un passaggio di un percorso di messa in discussione dell'attuale sistema universitario e di tutte le recenti controriforme, di conflittualità permanente e radicale a partire dalle contraddizione reali di questo sistema, di sperimentazione di forme di autorganizzazione nelle facoltà. PIAZZA VERDI ---- ORE 9,30 portate pentole, fischietti e rabbia... ************** Rete Universitaria reteuniversitari.bo@inventati.org - 347 4109611 - www.unibo.ma.cx assemblea tutti i LUNEDI alle 21 a VAG via PAOLO FABBRI 110 *************** -------------- parte successiva -------------- Un allegato HTML è stato rimosso... URL: http://laundry.circolab.net/pipermail/retunbonews/attachments/20050301/21322d8d/attachment.html From le13409 a iperbole.bologna.it Wed Mar 2 20:38:03 2005 From: le13409 a iperbole.bologna.it (Alvin&Tiziana) Date: Wed Mar 2 20:40:21 2005 Subject: [Newsletter ReteUniversitaria] Fw: LA TRE GIORNI DI VAG Message-ID: <002a01c51f5f$cc999aa0$d1c7d1d5@q0b2y6> Inoltro il programma della 3 giorni di presentazione del progetto media-center a Vag. Alvin VAG Officina dei media indipendenti Via Paolo Fabbri 110 3-4-5 Marzo ..-. -- i primi segnali ..- -..-..i primi segnali -. .-- .. ..-.i ..- primi .-segnali Ce n'est qu' un debut Vag inizia a trasmettere Giovedi 3 marzo ore 21 "Un mattone sopra l'altro: viaggio inchiesta sul disagio abitativo a Bologna" presentazione numeri zero - OcchioVago - videozine.: videogiornale di incursioni, interferenze e zone d'ombra - Zero in condotta: prove di stampa alla ricerca di un nuovo formato - Radiografie: escursioni radiofoniche vagheggianti. In onda da mar 1/3 a ven 4/3 h. 17-18 su RadiocittàFujiko 103.1 ore 21,45 incontro: "Fra le righe" Come l'informazione locale ha trattato l'emergenza abitativa. Con la partecipazione di redattori della stampa locale Venerdì 4 marzo "Vag Sorrisi e Canzoni" Festa beneaugurante di lunga vita al Vag ore 19 RadioCocktail con Dj Rapsodico ore 21 Buffet Rom con cinguettii fra Turrini e Rapsodico proiezione OcchioVago a seguire musica a pacchi con Mingo Dj sabato 5 marzo a cura del Centro di documentazione dei Movimenti C. Giuliani - F. Lorusso ore 18 presentazione del libro "Roberto Franceschi. Processo di polizia" La sera del 23 gennaio 1973, a Milano, la poloizia sparò numerosi colpi di pistola davanti all'Università Bocconi, rimase ucciso un ragazzo di vent'anni, Roberto Franceschi. Il libro di Daniele Biacchesi "Roberto Franceschi. Processo di polizia" racconta la storia di quell'assassinio di Stato. Si tratta di una ricostruzione precisa e meticolosa dei depistaggi, delle manomissioni dei corpi di reato, delle reticenze. Una esempio dell'impossibilità di coniugare verità storica e giustizia penale nel nostro paese, dei processi da riaprire e di quelli mai fatti. ore 21 Reading "La storia e la memoria" del giornalista e scrittore Daniele Biacchessi. Andrà in scena una narrazione incentrata sulle stragi avvenute nel nostro Paese. Attraverso la voce, la musica e la tecnica del monologo, Daniele Biacchessi riannoda il lungo filo nero che conduce dalle stragi nazifasciste avvenute in Italia nel 1944 e 1945, alla scoperta del cosiddetto "armadio della vergogna" con i suoi centinaia di fascicoli rimasti sepolti per anni sugli eccidi a Sant'Anna di Stazzema, Marzabotto, Fosse Ardeatine. Il racconto attraversa anche gli anni Sessanta, Settanta e Ottanta con le stragi di Piazza Fontana e Questura di Milano, Piazza della Loggia di Brescia, Italicus, Stazione di Bologna, Rapido 904. From le13409 a iperbole.bologna.it Wed Mar 9 13:17:12 2005 From: le13409 a iperbole.bologna.it (Alvin&Tiziana) Date: Wed Mar 9 13:48:01 2005 Subject: [Newsletter ReteUniversitaria] Fw: 10/11/12 MARZO: INIZIATIVE PER RICORDARE FRANCESCO LORUSSO Message-ID: <00a501c524a6$5d6999e0$dfc7d1d5@q0b2y6> Inoltro il programma di una 3 giorni al Vag nei giorni el 28° anniversario dell'uccisione di Lorusso. Dateci un'occhiata e magari inoltrate, che secondo me è interessante. Ciao Alvin NON C'E' FUTURO SENZA MEMORIA Il Centro di documentazione dei movimenti Francesco Lorusso - Carlo Giuliani (c/o VAG, via Paolo Fabbri 110) in occasione del 28° anniversario dell'assassinio di Francesco Lorusso organizza nei giorni 10/11/12 marzo una serie di iniziative per ricordare Francesco. GIOVEDì 10 MARZO alle ore 21 c/o VAG, via Paolo Fabbri 110 verrà messo in scena il reading STORIE Regia MARCELLO CAPPELLI Narratore ALESSIO DI MODICA L?Italia del dopoguerra ha perso quasi completamente l?abitudine di prestare attenzione ai racconti tramandati oralmente, Oggi nell?epoca dei mass media e dei telefonini la sua perdita nella cultura diventa ancora più drammatica.. Solo di recente la tradizione orale sta conoscendo un revival ed è diventata oggetto di studi e convegni internazionali grazie soprattutto all?interesse che ha riscontrato da parte di altre arti ed in particolare la letteratura ed il teatro. . Non sono lontani i tempi in cui la sera ci si riuniva ,in famiglia o con amici, sulla porta di casa seduti sui gradini o al prendere il fresco; in quei momenti si instaurava un rapporto intimo ed emozionale che spingeva a riprendere i contatti con la nostra memoria. Allora prendevano corpo immagini e racconti del nostro passato vicino e lontano: un viaggio avventuroso, la concessione di una grazia, un fatto curioso capitato a qualcuno, gesta di animali fedeli, storie di donne che si erano fatte streghe ecc..E così il tempo passava e si tramandavano storie ed emozioni. Da queste emozioni prende il via il nostro progetto, dal desiderio di ritornare a contatto con il nostro passato erestaurare un rapporto diretto con la memoria e le nostre origini, attraverso un contatto umano che susciti emozioni dimenticate Un'ora di racconti di frammenti di attualità e testi letterari di periodi definiti della storia della letteratura, capace di provocare nel pubblico la scoperta del brano come evento vivo, personalizzato, in trasformazione. Il rapporto con la narrazione e con le immagini che ne scaturiscono ï forte, intenso e immediato, la relazione tra il narratore e il pubblico è viva e diretta: l?ascolto diventa costruzione personale delle proprie immagini. a seguire verrà presentato il libro "DA FARO A FARO" Prefazione di Haidi Giuliani al testo drammaturgico edito dalla casa editrice Papageno di BARI Il 21 luglio del 2001, dopo una campagna terroristica sostenuta dai grandi media, dopo le cariche del giorno precedente, dopo l?assassinio di Carlo, quasi trecentomila persone sono venute a Genova a manifestare. Alcune di queste le ho incontrate e conosciute in seguito. Mi hanno raccontato di essere partite senza sapere esattamente il perché. Di aver deciso di venire dopo aver visto quel ragazzo con la sua canottiera bianca steso sull?asfalto di una piazza. In corso Italia, sul lungomare, era presente quel meraviglioso movimento variegato che è stato definito, con termine negativo e vagamente spregiativo, il ?popolo no-global?: camminavano fianco a fianco, in una bellissima giornata di sole, provenienti da tante regioni d?Italia e d?Europa, il boy scout e il ragazzo dei centri sociali, la giovane suora e il vecchio comunista, la donna impegnata in un?associazione di solidarietà, l?ambientalista, il pacifista, l?intellettuale di sinistra? Sono stati aggrediti, gassificati, picchiati, rincorsi, feriti, alcuni in modo grave. Alcuni porteranno per sempre i segni di quelle lesioni. Alcuni ancora oggi non riescono a ripercorrere quelle strade. Qualcuno ancora oggi non riesce a dormire la notte. ?Non sapevo il perché, ma sentivo di dover andare?, questa è la frase che ho sentito ripetere più volte, a proposito di quella giornata. Non sapevano il perché ma sono venuti a difendere la democrazia. E? stata una prova terribile; eppure il movimento, accusato, insultato, umiliato, violentato, incarcerato, è ritornato più numeroso di prima. E c?è sempre qualcuno che, a distanza di due anni, passa da piazza Alimonda per lasciare un biglietto, un fiore, un ricordo a quel ragazzo minuto che per primo ha opposto resistenza alla repressione. Senza pentirsi dei suoi ventitre anni. La mamma di Carlo Ci piacerebbe che l'iniziativa del 10 fosse un'occasione per raccogliere fondi per il supporto legale di Genova. Ma anche per lanciare una proposta in città a quanti hanno raccolto firme per l'appello lanciato dal comitato "Piazza Carlo Giuliani" a favore di un cippo in Piazza Alimonda. Firme che vorremmo riunire quella sera per consegnarle pubblicamente il giorno dopo a Giuliano Giuliani ospite dell'iniziativa "Archiviazione: il dibattimento negato" a Marzabotto. VENERDì 11 MARZO ore 9,00 Via Mascarella angolo via Irnerio davanti ai CERCHI DI GESSO intorno i buchi nell'intonaco provocati dai proiettili che non uccisero Francesco Lorusso ... CI TROVIAMO COME OGNI ANNO A RICORDARE QUEL GIORNO IN CUI MORI' FRANCESCO ... IL GIORNO NEL QUALE IL POTERE PIANTO' UN PIOLO DI FRASSINO NEL CUORE ROSSO DI UN SOGNO ... IL SOGNO DI UNA SOCIETA' A COLORI ... DEBOLE FIAMMA CHE COVA SOTTO LA CENERE!!! (Renzo) VENERDì 11 MARZO ore 10,00 Via Mascarella 37 - davanti alla lapide che ricorda l'assassinio di Francesco come ogni anno, in questi lunghissimi 28 anni, con Agostino e Giovanni Lorusso, con i compagni e le compagne e gli amici di Francesco con un fiore, un biglietto, un ricordo, ognuno col suo modo personale di salutarlo, per non dimenticare VENERDì 11 MARZO ore 11,30 Al giardinetto Francesco Lorusso, nelle vicinanze della multisala di via Berti 2 davanti al monumento che ricorda Francesco con i familiari e gli amici VENERDì 11 MARZO ore 18,30 c/o VAG, via Paolo Fabbri 110 Inaugurazione della mostra fotografica sul Movimento del '77 a Bologna foto di Enrico Scuro, ristampe a cura dei fotografi di UFO VENERDì 11 MARZO ore 21,30 c/o VAG, via Paolo Fabbri 110 Proiezione speciale del documentario sulla lotta degli autoferrotramvieri REGALO DI NATALE di Marco Carraro ed Emiliana Poce (Italia, 2004, dur. 30?) Saranno presenti: il regista Marco Carraio Claudio Signore (COBAS ATM di Milano) Italo Quartu (RdB-CUB Trasporti ATC Bologna) Introduce Davide Turrini (giornalista di Liberazione) SABATO 12 MARZO ore 18,00 c/o VAG, via Paolo Fabbri 110 presentazione del libro SETTANTASETTE - LA RIVOLUZIONE CHE VIENE a cura di Sergio Bianchi e LanfrancoCaminiti pp. 432 euro 20,00 88-88738-57-6 In Italia il movimento politico, sociale,culturale, esistenziale del 1977 è stato artefice, non di una rivolta effimera ed estremistica, ma di una rivoluzione che ha annunciato la fine del Novecento e, insieme, il presente che stiamo vivendo. Quel movimento, infatti, in un brevissimo arco di tempo ha consumato definitivamente tutto il repertorio dell?immaginario storicodella sinistra a fronte di una trasformazione epocale, produttiva epolitica, delle societê occidentali. Di quel movimento, prima represso nel sangue e nel carcere, poi imploso nella droga, è rimasta nella memoria collettiva una flebile eco nella truce ruvidità della lotta armata. Rimozioni, omissioni e falsificazioni lo hanno perseguitato per quasi trent'anni negandogli l'intelligente lungimiranza che aveva invece saputo esprimere. Questo libro, accostando documentazione d'epoca a interpretazioni attuali daparte di alcuni suoi protagonisti, vuole contribuire a ristabilire la verità. a seguire, per tutta la serata proiezioni di video e filmati sul movimento del '77 Un ricordo di Gabriele Giunchi 11 marzo: Memoria di un giorno di storia Chi si trova a possedere un segmento di verità vera in relazione ad un evento eccezionale ed é in grado di corroborarlo con informazioni precedenti e ragionamenti deduttivi, con elementi di casualità, con quella sensazione forte dell'incombere di un destino e con la sequela concatenata degli accadimenti che seguirono, non può che cercare di aggiungere il proprio tassello a quelli di coloro che assieme a lui si sforzano di ristabilire l'ordine delle cause e degli effetti prodotti da quell'evento, non può liberarsi della tensione di ricomporre una verità soddisfacente per trovar pace tra la fatica di chi non si rassegna alle amnesie e alle rimozioni di comodo. Sono passati venticinque anni da quei giorni di marzo durante i quali alla nostra verità relativa si contrapponeva una pretesa di verità assoluta che, unita allo stato d'assedio, agli arresti, alle insinuazioni più infami, rendeva impossibile ottenere giustizia e onore. Oggi il tempo trascorso e l'evoluzione di problematiche sociali non del tutto dissimili a quelle che originarono il Movimento '77, ci consentono di rivisitare la verità senza la pretesa di guardarla dritta in faccia, come suggeriva Benjamin, ma meditandola per quel che di utile può insegnarci ancora. Mi risolvo pertanto a riferire memorie nitide, senz'altro scopo che favorire una riflessione utile al nostro presente ostico e preoccupante. L'ultima cosa che mi aspetto é sperare in una giustizia postuma. La prima (e la sola), che si rifletta senza far uso eccessivo di naftalina in relazione a forme di pensiero, metodi di lotta, nostalgia di strutture organizzative oggi improponibili. Dedico questi ricordi a Virginia Lorusso scomparsa da pochi anni. La sua figura mite e tenace, misurata e dolce avrebbe meritato ben altro destino. GLI ANTEFATTI Una settimana prima dell'11 marzo vengo convocato in via ufficiosa dal dirigente della Squadra Politica della Questura di Bologna, Graziano Gori. E' persona che conosco bene poiché, essendo stato io membro della Segreteria cittadina di Lotta Continua, era a lui che indirizzavo le richieste per l'autorizzazione di manifestazioni e comizi. E' un "nemico" a cui riconoscerò sempre il merito della correttezza e con cui valeva il senso della "parola d'onore". Mi comunica con toni preoccupati che, per decisione del Ministero degli Interni, vista l'esuberanza del Movimento e l'imprevedibilità delle sue iniziative, la gestione dell'ordine pubblico in città non sarà più competenza del suo Ufficio, ritenuto troppo "morbido con la piazza", e che tutto é rimandato da ora al Comando dei Carabinieri. La decisione é stata presa a seguito di contrasti giudicati insanabili tra ipotesi repressive e di contenimento diverse. Mi si raccomanda pertanto, d'ora in poi, una maggior prudenza e un maggior autocontrollo. Ogni mediazione, conclude, non ha più possibilità di darsi. Per quanto preoccupante, questa comunicazione difficilmente poteva essere riferita in modo efficace alle assemblee di Movimento, sempre animatissime e poco propense a raccomandazioni paternalistiche. Sta di fatto che già in occasione dell'8 marzo si ebbe la prima avvisaglia del cambiamento di clima: un corteo di donne fu duramente caricato dalla Polizia e ci furono parecchie contuse. La perturbazione era in arrivo. 11 MARZO Di quel giorno ricordo anche le nuvole e il colore del cielo. Verso mezzogiorno andai in piazza Verdi per pagare la quota necessaria a partecipare alla manifestazione nazionale prevista a Roma per il giorno successivo. C'era un banchetto e una bandiera rossa, si chiacchierava tra pochi, data l'ora. Da Porta Zamboni giunsero le detonazioni tipiche del lancio di candelotti e il primo pensiero che mi colse fu quello di assistere in diretta ad una vera e propria "invasione di territorio", dato che fino a quel momento nessuna iniziativa repressiva aveva riguardato la cittadella universitaria. D'istinto mi coprii il volto con un lembo della bandiera e corsi verso la zona degli scontri, incontro al fumo denso che si allargava. Qualcuno mi disse che era inutile tentare di avvicinarsi da quella parte e si decise di provare a passare per via Bertoloni. Mi bastò affacciarmi per capire che non era aria neppure lì: sul muro, all'altezza dei cavi della corrente elettrica, vidi distintamente le scintille prodotte da colpi di arma da fuoco. Già questo fatto costituiva una "prima volta", un innalzamento del livello di scontro. Poi non ricordo perché, procedendo verso gli sbocchi successivi, si decise di non risalire via Centotrecento. Ci trovammo infine in un piccolo gruppo - cinque, sei persone - a procedere per via Mascarella. Qui, per una ragione che non so spiegare neppure ora (forse per rendermi più utile, forse per l'inesperienza a situazioni del genere essendo sempre stato "esonerato" dalla partecipazione a scontri con la Polizia in ragione del fatto che mi trovavo in regime di buona condotta per due sentenze definitive, forse per una strana forma di coraggio o.... di paura) decisi di fare corsa solitaria e parallela sotto il portico di sinistra. Correndo, vedevo gli altri procedere verso via Irnerio. Uno di loro, portatosi in mezzo alla strada, tirò un sasso verso un gruppetto di carabinieri ma sbagliò clamorosamente la mira scheggiando il palazzo d'angolo. Una sciocchezza, se non fosse che, dopo, quel segno diventò la "prova" che qualcuno aveva sparato anche da via Mascarella e alimentò l'assurda insinuazione che Francesco poteva essersi trovato al centro di un tiro incrociato e dunque poteva essere stato colpito dai suoi stessi compagni. Giunto a poco più di dieci metri dallo sbocco su via Irnerio vidi, in prossimità dell'incrocio un camion, del tipo di quelli dell'esercito, ed alcuni carabinieri: tutto sommato pochi, come pochi si era dalla parte di qua. Poi non vidi più, per effetto di una prospettiva troppo obliqua, ma sentii i rimbombi secchi di otto - nove colpi almeno di arma da fuoco, in rapida successione. Feci retromarcia immediatamente, così come facevano gli altri, parallelamente a me. Solo che loro portavano, ognuno per un arto, il peso di un corpo senza energia. Ci ricongiungemmo e ci fermammo davanti all'uscita posteriore di un cinema. Francesco morì lì, tra sguardi sbigottiti, mentre gli rivolgevo parole vane. Fermammo una macchina per tentare di raggiungere l'ospedale più vicino. Nel frattempo giunse un'ambulanza e caricò il corpo di Francesco, ma le facce degli infermieri non lasciavano speranze. Andai comunque al S. Orsola per sentirmi dire quello che ormai era già tragicamente palese. Seppi subito dopo che contro i carabinieri era stata lanciata una molotov, che Francesco aveva avuto il tempo di dire "mi hanno beccato" e di fare con le sue gambe circa dieci metri, fino al punto in cui cadde, dove poi fu posta la lapide. Seppi anche che ad originare tutto era stato un diverbio e una scaramuccia tra qualche decina di compagni ed esponenti di Comunione e Liberazione riuniti in assemblea. Roba che in altri tempi si sarebbe risolta con due parolacce, qualche spintone e poco più. Capii immediatamente che l'esautorazione dell'Ufficio Politico della Questura aveva acceso sulla strada una competizione esacerbata tra reparti della Celere e Carabinieri, quasi una gara efficientistica all'insegna della recrudescenza: visto il volume di fuoco prodotto, in condizioni che facilitavano la mira ad un tiratore (la prospettiva ad imbuto del portico), era persino possibile che i colpiti fossero più di uno... Da quel momento fu chiaro ad ognuno che tutto sarebbe stato diverso. Già nel primo pomeriggio, Piazza Verdi era piena di gente, ma il tono delle voci era sommesso. Si fece una rapida assemblea tra l'odore pungente della benzina: si decise di dirigere il corteo verso la sede della Democrazia Cristiana, l'Ufficio di rappresentanza del Resto del Carlino e la Stazione. Nessuno parlò di vetrine, nessuno fece niente per impedire che andassero distrutte. Certo, era inquietante il rumore dei tonfi dei vetri che andavano in frantumi ai lati del corteo: cascate di ghiaccio attorno a noi, che portavano nell'animo un gelo ben più grande. Personalmente trovai offensivo che il servizio d'ordine del PCI presidiasse il Sacrario dei Caduti della Resistenza e trovai di gusto discutibile il saccheggio conclusivo del Ristorante "Al Cantunzein". Ma erano pensieri silenziosi: io non avevo fame. Il giorno dopo, dal primo pomeriggio cominciarono gli scontri all'università. In mattinata venne rifiutata la parola ad un esponente del Movimento alla manifestazione sindacale: il cerchio di ferro si chiudeva. Per otto ore si resistette: sulle barricate verso sera suonava un pianoforte. Poi qualcuno decise e praticò l'esproprio dell'armeria Grandi: in tutta risposta arrivò una raffica di mitra ad altezza d'uomo. Per me la misura era colma. Il giorno dopo ci svegliammo coi blindati in città e i tiratori speciali sui tetti. Cominciarono gli arresti di chiunque per strada formasse gruppi superiori a cinque persone e rifiutasse di disperdersi: così finirono dentro decine di tifosi del Bologna, venuti in centro in modo organizzato e circa 260 compagni. La detenzione di limoni era considerata sufficiente a dimostrare una volontà di resistenza. Radio Alice era chiusa. DOPO MARZO...... Seguì lo stato d'assedio e il divieto assoluto di manifestazione. Seguì la teoria del "complotto" imbastita dal PCI per estirpare dalla sua città - simbolo il corpo estraneo di un movimento che aveva il difetto di essere nato contemporaneamente alla strategia del "compromesso storico" e di risultare indecifrabile e ingombrante per i criteri statici della loro lettura politica. Nelle assemblee che seguirono si prese atto che quel processo straordinariamente innovativo che permetteva di tenere insieme differenze, devianze, soggetti diversi, in una convivenza certo non sempre idilliaca ma sostanzialmente tollerante, doveva omologarsi all'emergenza, far quadrato per difendere la propria identità senza degenerare. Solo allora si diedero le condizioni perché qualcuno potesse definirsi con qualche approssimazione leader rappresentativo dell'intero Movimento, ma non ricordo nessuno fare gomitate per questo. Sotto i banchi, sarebbe stato strano il contrario, apparvero i primi volantini delle Brigate Rosse. Il resto é noto. Voglio ricordare solo due giornate emblematiche, assai diverse fra loro. 11 aprile. Nevicava e faceva freddo, quasi un presagio degli anni a venire. Venne concesso il permesso per un corteo da Piazza Verdi a Via Mascarella. Non ricordo altre manifestazioni con così pochi sorrisi: il giudice Catalanotti iniziava, con un accanimento in sintonia coi tempi, la sua campagna di arresti ricorrendo alla bisogna anche alla testimonianza del suo stesso autista, tutt'attorno si respirava l'aria pesante delle delazioni e delle insinuazioni più squallide. Per un mese finì in galera anche il carabiniere M. Tramontani, accusato per l'assassinio di Francesco, ma la dizione "uso legittimo delle armi" prevista dalla legge reale, lo fecero volatilizzare. 1° maggio. Su proposta di Graziano Gori (ancora lui) accettai di fare un tentativo estremo che appariva all'inizio una scommessa: firmare la richiesta di autorizzazione di un corteo da Piazza Azzarita a Piazza dell'Unità, assumendomene tutte le responsabilità in caso di incidenti. A lui serviva per dimostrare ai tanti detrattori che il dialogo col Movimento era ancora possibile e, con esso, un'altra impostazione dell'ordine pubblico in città, a noi per riacquistare visibilità e tornare in piazza. Sfilammo in diecimila e sarà proprio Graziano Gori (che morì l'anno successivo in un incidente stradale che lasciò qualche dubbio...) a impedire che una manovra avventata di alcuni gipponi creasse un tremendo malinteso che poteva avere conseguenze imprevedibili. Sembrerà strano a dirsi, ma l'unica tutela che avemmo in quel periodo ci venne da quel singolare poliziotto. Quel giorno si sorrise e ci sgranchimmo un po' di più. Ma in quei tempi il Comune uscì con una delibera che impediva a chiunque di sedersi sulle aiuole e sui gradini del sagrato di S. Petronio: ogni raffigurazione o apologia dell'ozio era bandita dalla città del doppio lavoro. E tutte le sere, a mezzanotte si diventava tutti Cenerentola: la Polizia sgombrava Piazza Maggiore con cariche sincronizzate ai rintocchi del campanile. L'assedio continuava con altre forme. Rimaneva il "pierino": un beverone che prendeva il nome da un vecchio gestore frastornato da tanto improvviso successo. Rimaneva la volontà di difendere la propria agibilità politica ed espressiva. L'ultima occasione fu il Convegno di settembre. Dopo seguì il grande freddo. From luca.pepe a tiscali.it Thu Mar 10 11:43:57 2005 From: luca.pepe a tiscali.it (luca.pepe@tiscali.it) Date: Thu Mar 10 11:44:24 2005 Subject: [Newsletter ReteUniversitaria] (senza oggetto) Message-ID: <4212FD670004FDF2@mail-1.tiscali.it> 11 MARZO 1977:Francesco Lorusso, studente venticinquenne e militante di Lotta Continua, viene ucciso in via Mascarella da un colpo di pistola alla schiena, esploso dai carabinieri di Cossiga e Andreotti. 11 MARZO 2005: A 28 anni di distanza vogliamo ricordare la morte di Francesco e gli avvenimenti del marzo '77 non solo per mantenerne vivo il ricordo ma anche per attualizzarlo in una linea di continuità che unisce l'omicidio di Bologna con l'omicidio di Genova, che va da Francesco a Carlo accomunando le lotte di allora con le lotte di oggi. per questo invitiamo tutti a partecipare alle iniziative di domani: VENERDI 11 MARZO 2005 ore 9,30 via MASCARELLA (angolo via IRNERIO) e ore 17 allo SPAZIO OCCUPATO di via AVESELLA 2/2 ************************************************* Rete Universitaria reteuniversitari.bo@inventati.org - www.unibo.ma.cx - 3206914118 ASSEMBLEA TUTTI I LUNEDI' ore 21 al VAG - officina del MEDIA indipendenti - via PAOLO FABBRI 110 - Bologna - www.vag61.info - ************************************************** segue comunicato LO SGUARDO APERTO DELLA RIVOLTA L'11 marzo del 1977 Francesco Lorusso, studente venticinquenne e militante di Lotta Continua, viene ucciso in via Mascarella da un colpo di pistola alla schiena. A sparare i carabinieri di Cossiga e Andreotti, incaricati di reprimere un movimento di insubordinazione che si era esteso e rafforzato in luoghi di socialità e in spazi di conflitto che attraversavano l'intero asse metropolitano, risposta militare che, in pieno clima di "compromesso storico", accomunò il potere nazionale al governo cittadino del Pci. Dopo ventotto anni di silenzi e menzogne ricordiamo quell'omicidio di Stato e quella rivolta, consapevoli però che non basta preservare il ricordo: bisogna rivendicarne l'attualità. Restituire un ricordo al presente, renderlo attuale, significa anche avere il coraggio di rintracciare e rivendicare le linee di continuità che legano quelle lotte con le nostre lotte, l'omicidio di Bologna con l'omicidio di Genova, nell'orizzonte comune di una speranza; speranza oggi più urgente che mai. Scrive nelle tesi di filosofia della storia Walter Benjamin:"Articolare storicamente il passato non significa conoscerlo -come propriamente è stato- . Significa impadronirsi di un ricordo come esso balena nell'istante del pericolo." Il pericolo è quello della vittoria definitiva del nemico. Un nemico che ancora "non ha smesso di vincere"; una vittoria che passa attraverso la cancellazione dell'immagine degli sconfitti. Proprio questa forza nientificante, che il potere ha rispetto al passato, deve essere combattuta, anche preservando l'immagine autentica del passato così come si presenta al soggetto storico nel momento del pericolo. Che è sempre il momento della possibilità e della trasformazione. Sono le immagini del 1977, come le immagini di Genova, a dover essere protette da quel nemico che, seppure ha sparato, ucciso e represso, non avrà la vittoria definitiva fino a quando ci sarà un presente che si riconosce significato in quel passato, che in quella lotta vede un capitolo della sua stessa lotta. La memoria dell'alternativa, della sua possibilità, sia pure disattesa dalla storia, è la base sulla quale continuare a lottare , con la consapevolezza e la forza che provengono dall'esser parte di uno scontro più vecchio di molte vite, il cui esito è ancora incerto. In molti vorrebbero che gli anni '70 significassero solo il peso di una sconfitta, soffocando nel silenzio quel molteplice e prezioso tessuto di esperienze culturali e politiche. Noi crediamo invece che a questa storia del silenzio e del potere vada contrapposta la memoria attiva e dinamica dei vivi. La memoria degli attimi, giorni o mesi, in cui la Liberazione è stata possibile, perché torni ad esserlo di nuovo. VENERDI' 11 MARZO ore 9.30 VIA MASCARELLA ( angolo via Irnerio) e ore 17 allo SPAZIO OCCUPATO di via AVESELLA 2/2 ************************************************* Rete Universitaria reteuniversitari.bo@inventati.org - www.unibo.ma.cx - 3206914118 ASSEMBLEA TUTTI I LUNEDI' ore 21 al VAG - officina del MEDIA indipendenti - via PAOLO FABBRI 110 - Bologna - www.vag61.info - ************************************************** __________________________________________________________________ Tiscali Adsl 3 Mega Flat con 3 MESI GRATIS! Con Tiscali Adsl 3 Mega Flat navighi con la supervelocita' a soli 29.95 euro al mese, senza limiti di tempo. E se attivi entro il 15 Marzo, 3 MESI sono GRATIS! 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Un gruppo affaristico-finanziario si è impadronito del governo grazie al controllo dei mezzi di comunicazione televisivi. Il diritto ad essere informati, il primo dei diritti a garanzia di una democrazia sana è cancellato. E mentre le garanzie costituzionali vengono allentate dalla guerra che continua, Il giornalismo "embedded", trova un suo "fronte interno" grazie ai Vespa, ai Masotti, ai Mimum. Mentre, con la vicenda di Giuliana Sgrena, le dirette negate ai cortei contro la guerra, la riforma dei codici penali militari di pace e di guerra si cerca di zittire ogni forma di dissenso. Un regime mediatico neoautoritario va affermandosi. E' possibile opporsi a questa deriva? E' possibile immaginare un sistema pubblico della comunicazione indipendente e plurale qualunque governo governi? Ne parliamo con - Giulietto Chiesa, europarlamentare - coordina Marco Trotta - introduce Giancarlo Vitali Ambrogio - Orfeotv From zeppe a posta.indivia.net Sun Mar 20 17:16:14 2005 From: zeppe a posta.indivia.net (Zeppe) Date: Sun Mar 20 17:16:38 2005 Subject: [Newsletter ReteUniversitaria] foto corteo di Roma Message-ID: <423DA1CE.4080305@posta.indivia.net> Le nostre foto del corteo di ieri sono all'indirizzo http://italy.indymedia.org/news/2005/03/755734.php?theme=1 Ovviamente ce ne sono altre, insieme ai report della manifestazione, raggiungibili - dal post ad aggiornamento partecipativo sulla giornata di ieri http://tinyurl.com/675rq - dall' IMC Roma http://italy.indymedia.org/features/roma/?theme=1 saluti a tutti Zeppe From le13409 a iperbole.bologna.it Sun Mar 20 15:34:50 2005 From: le13409 a iperbole.bologna.it (Alvin&Tiziana) Date: Sun Mar 20 17:28:01 2005 Subject: [Newsletter ReteUniversitaria] Fw: MANIFESTAZIONE 19/3 Message-ID: <003501c52d6a$34f3bfa0$cbc7d1d5@q0b2y6> Ciao a tutti Inoltro dal comitato promotore della manifestazione di sabato a Roma. A parte una certa sottostima del numero dei partecipanti, mi sembra un comunicato molto bello che sintetizza bene lo spirito della manifestazione. Per chi non c'era aggiungo che da Bologna abbiamo portato a Roma almeno 200 persone, in gran parte studenti medi e universitari, col treno occupato (più ovviamente quelli scesi con altri mezzi). E che siamo riusciti a fare il viaggio totalmente gratis nonostante al ritorno ferrovie e polizia non fossero particolarmente concilianti (treno bloccato alla stazione di Firenze con la polizia schierata che ha provato anche a salire sul treno). Insomma, una bella giornata e una bella manifestazione. Alvin << Una manifestazione straordinaria apre una nuova fase del movimento contro la guerra. Comunicato del Comitato per il ritiro dei militari dall'Iraq Una partecipazione vera, ampia, straordinaria e determinata fino in fondo ha caratterizzato la manifestazione di Roma del 19 marzo nell'ambito della giornata mondiale contro la guerra. Decine di migliaia di persone (50.000, 70.000 o quanto volete) hanno dato vita ad una manifestazione popolare su una piattaforma finalmente adeguata alla posta in gioco: via subito le truppe dall'Iraq; sovranità dell'Iraq e riconoscimento della legittimità della resistenza all'occupazione; via le basi militari USA e NATO dal nostro paese, hanno rappresentato il minimo comune denomitore di una coalizione di forze che hanno posto al centro l'obiettivo di mantenere alta e più qualificata la mobilitazione contro la guerra mettendo fine alla ritualità delle manifestazioni per la pace e facendo saltare clamorosamente e pubblicamente il tentativo di depotenziare il movimento.messo in moto da mesi della "politica" Una manifestazione motivata e determinata che ha saputo fare fronte con maturità ed efficacia alla chiusura degli spazi di agibilità imposti dal governo Berlusconi e dai responsabili dell'ordine pubblico. Una manifestazione che non è arretrata di un millimetro di fronte all'impressionante schieramento poliziesco e che con creatività ha saputo praticare l'obiettivo di arrivare fino a Palazzo Chigi, la sede di un governo che resta il principale responsabile della partecipazione dell'Italia alla guerra e all'occupazione dell'Iraq. Da oggi è chiaro a tutti che non è stata violata una "zona rossa" ma è stato penetrato ed imposto un territorio politico: quello in cui di fronte alle ambiguità e all'inettitudine dell'opposizione parlamentare del centro-sinistra, è l'autonomia del movimento che entra in campo contro il governo Berlusconi e i troppi silenzi della Presidenza della Repubblica, ponendo con forza gli obiettivi condivisi dalla maggioranza sociale di questo paese e della coalizione di forze che ha fortemente voluto la manifestazione di sabato 19 marzo. La scelta di alcune di forze di concentrarsi e di andare a Bruxelles piuttosto che contribuire alla manifestazione di Roma, è qualcosa di più un errore politico, è la sanzione che l'autonomia del movimento contro la guerra ha fatto adesso un passo in avanti irreversibile. La riuscita della manifestazione anche in assenza degli apparati organizzativi e del consenso dei grandi partiti, dei maggiori sindacati ed associazioni, indica che un nuovo percorso politico e con contenuti più avanzati è avviato. Il ritiro immediato delle truppe dall'Iraq, lo smantellamento delle basi militari USA e NATO, il riconoscimento della resistenza irachena come fattore legittimo e compagno di strada dei movimenti che in tutto il mondo stanno lottando per mettere fine alla guerra, sono adesso un elemento di consapevolezza e chiarezza comuni dentro il movimento. Si tratta adesso di incalzare un governo in difficoltà perchè ritenuto responsabile di una crisi politica, sociale e morale che la sua complicità nella guerra di Bush ha fatto implodere ed esplodere. Con la manifestazione del 19 marzo una nuova fase del movimento contro la guerra si è aperta. Grazie a tutti e a tutte coloro che vi hanno creduto e partecipato fino in fondo Roma 19 marzo Comitato per il ritiro dei militari dall'Iraq viadalliraqora@libero.it >> From le13409 a iperbole.bologna.it Mon Mar 21 13:26:11 2005 From: le13409 a iperbole.bologna.it (Alvin&Tiziana) Date: Mon Mar 21 13:23:55 2005 Subject: [Newsletter ReteUniversitaria] calendario cinemavag Message-ID: <001701c52e11$3b10b6c0$0fc7d1d5@q0b2y6> Inoltro il programma dle cineforum del Vag per il mese di Marzo CinemaVAG presenta GUARDANDO OLTRE L'ORIZZONTE......... NONOSTANTE TUTTO! proiezioni gratuite - NO COPYRIGHT!! presso VAG61 - via PAOLO FABBRI 110 BOLOGNA - www.vag61.info >programma di MARZO 005< MARTEDI' 22 MARZO ore 21 SBATTI IL MOSTRO IN PRIMA PAGINA (1972) di MARCO BELLOCCHIO con GIANMARIA VOLONTE' L?8 marzo del 1972, alla vigilia delle elezioni, poco dopo un attentato subito dal quotidiano ?Il Giornale? ad opera di frange politiche della sinistra, il corpo senza vita di Maria Grazia giovane di quindici anni, figlia del professor Italo Martini, viene trovato in un prato alle porte di Milano. Seguendo il consiglio dell'ingegner Montelli, finanziatore del quotidiano, il capo redattore Bizanti affida il caso ad un giornalista principiante, Roveda, affiancandogli il più esperto collega Lauri. Nel frattempo Bizanti segue da solo alcune tracce entrando in possesso del diario della ragazza uccisa. Il Redattore capo strumentalizzerà il delitto sessuale per screditare la sinistra extraparlamentare nella Milano dopo la bomba di piazza Fontana e dei funerali di Feltrinelli. GIOVEDI' 24 MARZO ore 21 MALCOLM X (1992) regia di SPIKE LEE con DENZEL WASHINGTON Per Malcolm Little la vita è sempre stata caratterizzata dalla sofferenza e dalla lotta: un'infanzia infelice trascorsa tra orfanatrofi e riformatori. Prova sulla sua pelle la violenza del Ku Klux Klan e il degrado dei ghetti neri; diviene spacciatore, sfruttatore e conosce nuovamente la galera, ma l'incontro con il musulmano nero Elijah Muhammad gli cambia la vita: rifiuta il cognome impostogli dalla società bianca ribattezzandosi Malcolm X e divenendo il capo e la guida di tutti i neri che lottano per la loro dignità. Temuto e rispettato, Malcolm X si rivela un uomo straordinario che dà voce e speranza ad un popolo oppresso, la voce nera più forte, più dura, più arrabbiata. MARTEDI' 29 MARZO ore 21 SALVADOR (1986) regia di OLIVER STONE con JAMES WOODS, JAMES BELUSHI Il giornalista Richard Boyle, nel tentativo di risollevare una carriera compromessa da alcool e problemi familiari, si reca nel Salvador con lo scopo di documentare la guerra civile in atto nel paese. L'uomo, giunto a San Salvador insieme al collega Rock, si troverà coinvolto nei violenti scontri che oppongono i guerriglieri e gli squadroni filo-governativi, finendo per prendere posizione contro la brutale dittatura vigente nel paese, appoggiata e finanziata dagli stessi Stati Uniti. VAG 61 - Officina dei Media Indipendenti - via PAOLO FABBRI 110 Bologna - www.vag61.info From zeppe a posta.indivia.net Tue Mar 22 14:57:46 2005 From: zeppe a posta.indivia.net (zeppe@posta.indivia.net) Date: Tue Mar 22 15:22:45 2005 Subject: [Newsletter ReteUniversitaria] comunicato contro gli sfratti e le politiche sociali del Comune di Bologna Message-ID: <20050322135747.10B73EC7C2@indivia.net> A Bologna le politiche comunali stanno chiarendo di giorno in giorno il vero volto di una giunta che si definisce di "sinistra". Il tentativo immediato di sgombero manu militari contro una denuncia pubblica agita da decine di precari che hanno liberato uno stabile del comune in via Avesella2. La deportazione della comunità rumena di via Casarini presso villa Salus che ha costretto una parte dei migranti a spostarsi lungo le rive del Reno. Le ruspe che ieri hanno devastato la zona dove questi lavoratori avevano ricostruito le proprie dimore e nel pomeriggio, dopo che alcuni di quei migranti erano stati ricevuti dalla vice sindaco Scaramuzzino, la polizia all'uscita dal Comune ha tentato di deportarli. La volontà di sgomberare oggi una famiglia migrante che da un anno vive in una casa Acer nel quartiere Barca, attivando svariati reparti mobili. Queste politiche, che vorrebbero gestire le insorgenze sociali e il legittimo diritto a vivere dignitosamente in un'abitazione attivando la forza pubblica, sono inaccettabili. Lo hanno dimostrato questa mattina, con la loro presenza e determinazione, gli occupanti di case di Bologna insieme ai nodi della rete cittadina per le lotte sociali e contro la precarietà. Infatti lo sfratto è stato rinviato. Il sindaco continua a definire come allarme sociale i mille modi con cui i lavoratori migranti, i precari e gli studenti della città tentano di sopravvivere, un allarme sociale contro cui vorrebbe far rispettare una presunta legalità. Gli eventi di queste settimane ben chiariscono l'incapacità della giunta di articolare politiche sociali che rendano questa città inclusiva e accessibile per tutti e tutte. La gran celerita' dimostrata dall'assessore alla casa Amorosi nello scatenare una guerra tra poveri, cercando di contrappore gli assegnatari Acer e gli occupanti di case, e la vera e propria rivendicazione delle ruspe inviate ieri sul lungo Reno da parte del sindaco ne sono una dimostrazione. Noi pensiamo, invece, che l'unico allarme in città siano le modalità con cui Cofferati e la giunta vogliono trattare i bisogni e i desideri di chi in questa città ha scelto di vivere portando la ricchezza delle proprie esistenze. Anche oggi abbiamo dimostrato che la solidarietà attiva riesce a impedire che queste politiche colpiscano nel segno. Ribadendo che non siamo disposti a tollerare altri tentativi di sfratti o sgomberi con la forza, rilanciamo l'appello a costruire nuove iniziative di lotta da praticare ogni volta in cui sara' necessario difendere e riappropriarci dei nostri diritti: il 13 aprile in via Vighi 10 e il 14 aprile in via San Donato 58. Movimento Autorganizzato Occupanti, Crash, Passepartout, T.P.O., Asia Rdb/Cub, Rete Universitaria, Bologna Social Forum From le13409 a iperbole.bologna.it Thu Mar 31 21:55:31 2005 From: le13409 a iperbole.bologna.it (Alvin&Tiziana) Date: Thu Mar 31 21:57:54 2005 Subject: [Newsletter ReteUniversitaria] eversione per san precario: comunicato unitario Message-ID: <005a01c5362b$994114c0$86c7d1d5@q0b2y6> Inoltro di seguito il comunicato unitario dei gruppi conivolti nelle denunce e il comunicato di CRASH sulla stessa questione << ACCUSA DI EVERSIONE PER SAN PRECARIO 29 INDAGATI A BOLOGNA In preparazione della manifestazione nazionale contro la precarietà e per il reddito del 6 novembre, a Bologna diverse realtà hanno organizzato numerose iniziative sui temi del diritto alla casa, sull'accesso gratuito a cultura e saperi, al trasporto pubblico. La sera del 27 ottobre si è svolto "Vola al Cinema con San Precario": un centinaio di precari, lavoratori, studenti si sono ritrovati davanti al Cinema Multisala Capitol contrattando l'ingresso gratuito o scontato. Dopo aver chiarito con la proprietà il senso ed i contenuti dell'iniziativa si è arrivati all'accordo per la proiezione gratuita a scelta di uno dei film in programmazione. Alla fine della proiezione i partecipanti all'iniziativa sono usciti dal Cinema senza alcun incidente o problema. Dopo il 6 novembre, il Ministro Pisanu, relazionando alla camera dei deputati, aveva citato l'iniziativa di Bologna tra gli episodi definiti "allarmanti" del movimento contro la precarietà e per il reddito. La Procura di Bologna, a firma del pubblico ministero sostituto procuratore Paolo Giovagnoli, sta notificando a 29 persone l'avviso della conclusione delle indagini preliminari. Agli indagati viene contestato di aver preso parte all'iniziativa al Cinema Capitol usando violenza e minacce. Con l'aggravante dell'eversione (art. 1 del decreto legge 625 del 1979 convertito in legge 15 del 1980), perché reati commessi, secondo la Procura di Bologna, con finalità di eversione e per affermare le idee politiche delle associazioni Anti.Fa, Disobbedienti, Rete Universitaria Studentesca, partecipanti al movimento "SAN PRECARIO", indicando Luigi Marinelli, dirigente sindacale della RdB/CUB, come capo e organizzatore dell'iniziativa. Dopo l'avvio dei procedimenti giudiziari in tutta italia in merito alle azioni contro la precarietà, riteniamo gravissima la decisione della Procura di Bologna di definire come eversivo il movimento che ha prodotto centinaia di iniziative intorno alla figura di "San Precario". Riteniamo che rivendicare il diritto al reddito, nelle sue varie articolazioni, e lottare contro la precarietà, sia la giusta risposta del precariato al crescente attacco alle condizioni di vita e di lavoro di milioni di persone. Dalle occupazioni di case, dalle lotte dei lavoratori dei call center, dagli scioperi dei soci delle cooperative sociali, dalle mobilitazioni degli studenti viene una istanza sociale che non può essere fermata da iniziative repressive di questo genere e che avrà nella prossima EuroMayDay di Milano, l'appuntamento di maggiore visibilità delle reti e realtà italiane ed europee in lotta contro la precarietà. CRASH - CUB BOLOGNA - RETE REDDITO BOLOGNA - RETE UNIVERSITARIA - TPO >> << "Delitti aggravati ai sensi dell'articolo 1 del decreto legge n. 625 del 1979 (misure urgenti per la tutela dell'ordine democratico e della sicurezza pubblica), per reati commessi per finalita' di terrorismo o di eversione dell'ordine democratico." Cosi' si legge alla fine della capitolazione delle accuse rivolteci dalla procura di Bologna. Violenza privata, turbativa violenta del possesso di cose immobili, molestia alle persone, piu' le circostanze aggravanti di essere stati in piu' di 10 persone a commettere il fatto... Sembra proprio un impianto nello stile degli anni del compromesso storico e della criminalizzazione del movimento degli anni '70... Alcuni dei partecipanti alla settimana di San precario della fine di ottobre 2004 a Bologna hanno cominciato a ricevere in questi giorni le denunce per l'iniziativa "Vola al cinema con San Precario". http://www.ecn.org/baz/precario/cine.html Ventinove denunce per un'azione di riappropriazione della cultura messa in atto da un centianio di precari e studenti che pensavano, e continuano a farlo, che la cultura e i saperi che producono dal basso non debbano essere a disposizione solo per quelli che possono permetterseli, non debbano diventare merce in vendita a caro prezzo, ma siano beni comuni senza una proprieta' privata e quindi accessibili gratuitamente a tutti. Un'iniziativa all'interno di una settimana di lotta sul piano del conflitto capitale-lavoro, delle occupazioni di case, di accesso gratuito ai trasporti, di sanzioni dimostrative alle agenzie interinali e deturnamento loghi. Una settimana in cui il precariato sociale metropolitano ha cospirato insieme, respirando insieme la stessa aria, vivendo momenti di liberazione dalla logica della divisione, riconoscendosi finalmente come l'unico attore della produzione sociale. Il Ministero degli interni ha individuato nel "movimento politico San Precario" la grave minaccia dell'ordine democratico. Rimandiamo al mittente l'accusa. Se di violenza vogliamo proprio parlare, e' quella di questo stato di cose che ci costringe alla precarita', all'intermittenza del lavoro senza garanzie sociali ed economiche, ai proibitivi costi degli affitti nel mentre sono inaccessibili le graduatorie delle case pubbliche per le nuove fasce della precarita', alle relazioni sociali, assistenza e cura che diventano cura dei servizi da comprare sul mercato, alla moltiplicazione di inceneritori e strumenti che producono smog ed elettrosmog, alle frontiere europee che diventano fortezze creatrici di morte e lager. Il tutto in un regime di guerra infinita che va a determinare lo stato di miseria interna ed esterna, che identifica il nemico esterno nella popolazione che non vuole sottomettersi alle prepotenze economiche delle multinazionali e quello interno in un precariato sociale che ha cominciato la sua rivolta nell'autoriduzione dei beni primari, della cultura, dei trasporti, nell'occupazione di case, nella giornata del 6 novembre di Roma e' che ha ogni anno nella May day la possibilita' d'espressione della sua visibilita'. Continueremo nelle nostre azioni contro la precarizzazione delle nostre esistenze, la messa a valore delle nostre intelligenze, il controllo dei nostri movimenti. Ma denunciamo anche che, mentre i solerti funzionari di stato "investigavano", il consiglio comunale di Bologna si prodigava, unico in Italia, nel mettere sotto accusa la giornata del 6 Novembre. Se Bologna e' l'esperimento locale di quello che sara' il centro-sinistra nazionale vittorioso alle prossime elezioni, abbiamo un'ulteriore conferma di quello che ci aspetteremo col cambio di Presidenza del consiglio. Precarizzazione, repressione, miseria e cpt. CRASH! >> -------------- parte successiva -------------- Un allegato HTML è stato rimosso... URL: http://laundry.circolab.net/pipermail/retunbonews/attachments/20050331/cb6b981e/attachment.html From zeppe a posta.indivia.net Thu Mar 31 23:58:32 2005 From: zeppe a posta.indivia.net (Zeppe) Date: Fri Apr 1 00:00:17 2005 Subject: [Newsletter ReteUniversitaria] San Precario accusato di eversione - Comunicato Rete Universitaria Message-ID: <424C7288.6020608@posta.indivia.net> VIVERE, NON SOPRAVVIVERE Il 27 ottobre del 2004 un centinaio di studenti e precari hanno assistito gratuitamente ad uno spettacolo cinematografico, un?azione che si colloca in un percorso generale di rivendicazione dell?accesso gratuito alla cultura ed ai saperi. L?unica risposta delle istituzioni ad una azione pubblica e pacifica è stata ancora una volta la repressione: ventinove avvisi di garanzia, ventinove compagni accusati di violenza privata, turbativa violenta del possesso di cose immobili, molestia alle persone, accuse queste aggravate dall?aver commesso i ?reati? in più di dieci persone. L?ultima aggravante contestata riesuma la legge 15 del 1980, una delle leggi speciali antiterrorismo degli anni di piombo: le idee, le pratiche di chi risponde al carovita ed alla precarietà economica dilagante vengono indicate come eversive dell?ordine democratico. Come studenti siamo un segmento di quel precariato che rivendica l?accesso gratuito alla cultura ed ai saperi in un contesto che li pensa come funzionali all?ordine economico esistente. Vediamo il nostro percorso formativo universitario come momento dentro la precarietà economica del presente, intravedendo le precarietà del futuro, come sempre più funzionale alla legittimazione e riproduzione degli assetti economici e sociali dominanti: l?università è oggi costruita da una parte per ?sfornare? tecnici in grado di ?amministrare? l?esistente , dall?altra per produrre linguaggi ed immaginari che ne vorrebbero sancire l?immutabilità. A questa ?disciplina dei saperi? rispondiamo rivendicando l?accesso gratuito alla cultura dentro e fuori l?università, contrapponendo l?ambiguità costitutiva del sapere che è possibilità di guardare da dentro l?esistente per immaginare un fuori, un?alterità immanente ai nostri bisogni e desideri. Nell?ipermercato Bologna siamo costretti ad un?esistenza oppressa dalla precarietà e dal carovita, da condizioni materiali che rendono sempre più problematico studiare, spostarsi, mangiare, abitare; rivendichiamo la riappropriazione quotidiana di ciò che ci viene quotidianamente negato, vogliamo riconquistare il diritto di sognare, conoscere, godere, viaggiare. Vogliamo vivere, non sopravvivere! RETE UNIVERSITARIA reteuniversitari.bo@inventati.org www.unibo.ma.cx -------------- parte successiva -------------- _______________________________________________ Mailing list Rete Universitaria - Bologna