[Newsletter ReteUniversitaria] San Precario accusato di eversione - Comunicato Rete Universitaria

Zeppe zeppe a posta.indivia.net
Gio 31 Mar 2005 23:58:32 CEST


VIVERE, NON SOPRAVVIVERE


Il 27 ottobre del 2004 un centinaio di studenti e precari hanno assistito 
gratuitamente ad uno spettacolo cinematografico, un�azione che si colloca in 
un percorso generale di rivendicazione dell�accesso gratuito alla cultura ed 
ai saperi.
L�unica risposta delle istituzioni ad una azione pubblica e pacifica è stata 
ancora una volta la repressione: ventinove avvisi di garanzia, ventinove 
compagni accusati di violenza privata, turbativa violenta del possesso di 
cose immobili, molestia alle persone, accuse queste aggravate dall�aver 
commesso i �reati� in più di dieci persone. L�ultima aggravante contestata 
riesuma la legge 15 del 1980, una delle leggi speciali antiterrorismo degli 
anni di piombo: le idee, le pratiche di chi  risponde al carovita ed alla 
precarietà economica dilagante vengono indicate come eversive dell�ordine 
democratico.
Come studenti siamo un segmento di quel  precariato che rivendica l�accesso 
gratuito alla cultura ed ai saperi in un contesto che li pensa come 
funzionali all�ordine economico esistente. Vediamo il nostro percorso 
formativo universitario come momento dentro la precarietà economica del 
presente, intravedendo le precarietà del futuro, come sempre più funzionale 
alla legittimazione e riproduzione degli assetti economici e sociali 
dominanti: l�università è oggi costruita da una parte per �sfornare� tecnici 
in grado di �amministrare� l�esistente , dall�altra per produrre linguaggi 
ed immaginari che ne vorrebbero sancire l�immutabilità. A questa �disciplina 
dei saperi� rispondiamo rivendicando l�accesso gratuito alla cultura dentro 
e fuori l�università, contrapponendo l�ambiguità costitutiva del sapere che 
è possibilità di guardare da dentro l�esistente per immaginare un fuori, 
un�alterità immanente ai nostri bisogni e desideri.
Nell�ipermercato Bologna siamo costretti ad un�esistenza oppressa dalla 
precarietà e dal carovita, da condizioni materiali che rendono sempre più 
problematico studiare, spostarsi, mangiare, abitare;
rivendichiamo la riappropriazione quotidiana di ciò che ci viene 
quotidianamente negato, vogliamo riconquistare il diritto di sognare, 
conoscere, godere, viaggiare. Vogliamo vivere, non sopravvivere!

RETE UNIVERSITARIA
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